{"id":1274,"date":"2022-07-07T10:09:10","date_gmt":"2022-07-07T08:09:10","guid":{"rendered":"https:\/\/diocesi.concordia-pordenone.it\/catechistico\/?p=1274"},"modified":"2022-07-07T10:10:47","modified_gmt":"2022-07-07T08:10:47","slug":"prova","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/diocesi.concordia-pordenone.it\/catechistico\/prova\/","title":{"rendered":"Per approfondire\u2026 Bibliografia di riferimento"},"content":{"rendered":"<div><\/div>\n<div style=\"text-align: center\"><strong>Per approfondire\u2026<br \/>\nBibliografia di riferimento<\/strong><\/div>\n<div>Evangelii Gaudium, esortazione apostolica<\/div>\n<div>\n<div style=\"text-align: justify\"><b>169.<\/b> In una civilt\u00e0 paradossalmente ferita dall\u2019anonimato e, al tempo stesso, ossessionata per i dettagli della vita degli altri, spudoratamente malata di curiosit\u00e0 morbosa, la Chiesa ha bisogno di uno sguardo di vicinanza per contemplare, commuoversi e fermarsi davanti all\u2019altro tutte le volte che sia necessario. In questo mondo i ministri ordinati e gli altri operatori pastorali possono rendere presente la fragranza della presenza vicina di Ges\u00f9 ed il suo sguardo personale. La Chiesa dovr\u00e0 iniziare i suoi membri \u2013 sacerdoti, religiosi e laici \u2013 a questa \u201carte dell\u2019accompagnamento\u201d, perch\u00e9 tutti imparino sempre a togliersi i sandali davanti alla terra sacra dell\u2019altro (cfr <i>Es<\/i> 3,5). Dobbiamo dare al nostro cammino il ritmo salutare della prossimit\u00e0, con uno sguardo rispettoso e pieno di compassione ma che nel medesimo tempo sani, liberi e incoraggi a maturare nella vita cristiana.<\/div>\n<div><\/div>\n<div style=\"text-align: justify\"><b>173.<\/b> L\u2019autentico accompagnamento spirituale si inizia sempre e si porta avanti nell\u2019ambito del servizio alla missione evangelizzatrice. La relazione di Paolo con Timoteo e Tito \u00e8 esempio di questo accompagnamento e di questa formazione durante l\u2019azione apostolica. Nell\u2019affidare loro la missione di fermarsi in ogni citt\u00e0 per \u201cmettere ordine in quello che rimane da fare\u201d\u00a0(cfr <i>Tt <\/i>1,5; cfr<i> 1 Tm<\/i> 1,3-5), d\u00e0 loro dei criteri per la vita personale e per l\u2019azione pastorale. Tutto questo si differenzia chiaramente da qualsiasi tipo di accompagnamento intimista, di autorealizzazione isolata. I discepoli missionari accompagnano i discepoli missionari.<\/div>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div style=\"text-align: justify\"><strong>Incontriamo Ges\u00f9. Orientamenti per la catechesi in Italia<\/strong>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify\">\n<div><b>60. L\u2019iniziazione cristiana oltre i 6 anni: una relazione tra famiglia e comunit\u00e0<\/b><b><\/b><\/div>\n<div>Le dinamiche e i valori colti nella realizzazione della pastorale dei primi anni non vanno confinati in questa fascia di et\u00e0. A poco servirebbe, in ordine alla fecondit\u00e0 degli itinerari di iniziazione cristiana, se a partire dai 6-7 anni di et\u00e0 i percorsi di gruppo dei bambini e dei ragazzi fossero interamente delegati ai catechisti, lasciando sullo sfondo il possibile apporto dei genitori e il contesto offerto dalla stessa vita comunitaria.L\u2019accompagnamento dei genitori non potr\u00e0 che continuare, evolvendosi nelle forme e negli stessi obiettivi, dal momento che con l\u2019innalzarsi dell\u2019et\u00e0 i ragazzi reclamano maggiore autonomia dalla famiglia. Questa richiesta non va ignorata, ma preparata e gestita, perfezionando l\u2019allenza educativa con i genitori e con i contesti \u2013 innanzitutto ecclesiali \u2013 che possono offrire un grande contributo alla realizzazione dei percorsi di iniziazione: oratorio, associazioni e movimenti.In concreto, si tratta non solo di fissare veri e propri itinerari di catechesi per i genitori, ma anche e soprattutto di responsabilizzarli a partire dalla loro domanda dei Sacramenti. Molte esperienze in questi anni hanno mostrato l\u2019efficacia che deriva dal coinvolgere genitori e figli nella condivisione di alcuni appuntamenti di preghiera, di riflessione e di approfondimento, suffragati da una sussidiazione semplice e mirata, vissuti in ambito domestico, in gruppi, nella comunit\u00e0. Fruttuosi sono pure quei metodi che convocano genitori e figli in appuntamenti periodici, dove si approfondisce il medesimo tema con attivit\u00e0 diversificate, rimandando poi al confronto in famiglia. Si tratta di non lasciare sole le famiglie, ma di accompagnarle, aiutando i genitori a trasmettere ai loro piccoli uno sguardo credente con cui leggere i momenti della vita. Lo si fa a partire da strumenti semplici: la preghiera e la lettura del Vangelo in famiglia, specie nei momenti forti dell\u2019anno liturgico, le parole di fede per accogliere un momento di gioia, come la nascita di un fratellino o di una sorellina, un buon risultato nella scuola o nello sport, una ricorrenza familiare; ma anche per affrontare i motivi di tristezza che derivano da un lutto, una malattia, un insuccesso, una delusione. Cos\u00ec pure si educa insegnando il valore del perdono donato e ricevuto, come del ringraziamento. La fragilit\u00e0 della famiglia non di rado si ripercuote anche sui piccoli per cui i catechisti \u2013 in costante dialogo coi genitori \u2013 devono essere molto delicati e attenti di fronte alle situazioni che i bambini vivono in casa, valorizzando il bene possibile e offrendo sempre un orizzonte di pace, misericordia e perdono, senza il quale anche il migliore annuncio evangelico avrebbe poco senso e scarsa efficacia.<\/div>\n<div><b>69. Il ruolo insostituibile dei genitori\u00a0<\/b><\/div>\n<div><b><\/b>Si \u00e8 ampiamente sottolineato \u2013 anche in questi <i>Orientamenti<\/i> \u2013 il compito insostituibile della famiglia nella crescita integrale della persona e del credente. I genitori, infatti, \u00abricevono nel sacramento del matrimonio la grazia e la responsabilit\u00e0 dell\u2019educazione cristiana dei loro figli\u00bb (<i>Direttorio Generale per la Catechesi<\/i>, n. 227). D\u2019altra parte, non si pu\u00f2 non tener conto della situazione di sofferenza di molte situazioni matrimoniali, nonch\u00e8 della fragilit\u00e0 umana e culturale di non poche famiglie che, pur mantenendo un qualche legame con la Chiesa, non riescono pi\u00f9 ad adempiere al compito di trasmissione della fede. I percorsi di iniziazione per bambini e ragazzi possono diventare per molti genitori l\u2019occasione di un nuovo incontro con la bellezza del Vangelo e con la comunit\u00e0 cristiana. Questa opportunit\u00e0 richiede di\u00a0 intessere relazioni continuative e operose tra i genitori e le altre componenti della comunit\u00e0 ecclesiale, evitando per\u00f2 che l\u2019attivit\u00e0 con i bambini non divenga <i>strumentale<\/i> per l\u2019incontro con gli adulti. In questo intreccio di relazioni non solo si alimenta la Chiesa stessa, chiamata ad apprendere il linguaggio della vita quotidiana, ma vengono sostenute le famiglie, in particolare quelle che fanno pi\u00f9 fatica a credere e a comunicare la fede. La realt\u00e0 familiare e l\u2019amore dei genitori verso i figli sono l\u2019ambito naturale e primordiale nel quale la proposta di fede \u00e8 chiamata a manifestare il suo carattere di promessa, di speranza e fiducia nell\u2019affrontare la vita.<\/div>\n<\/div>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<div style=\"text-align: justify\">Comunicare il Vangelo in un mondo che cambia.<br \/>\nOrientamenti pastorali dell&#8217;Episcopato italiano per il primo decennio del 2000\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify\">52. \u2013 Per quanto riguarda la famiglia, va ricordato che essa \u00e8 il luogo privilegiato dell\u2019esperienza dell\u2019amore, nonch\u00e9 dell\u2019esperienza e della trasmissione della fede. La famiglia cristiana \u00e8 inoltre il luogo dell\u2019obbedienza e sottomissione reciproca e della manifestazione dell\u2019alleanza tra Cristo e la Chiesa. La famiglia \u00e8 l\u2019ambiente educativo e di trasmissione della fede per eccellenza: spetta dunque anzitutto alle famiglie comunicare i primi elementi della fede ai propri figli, sin da bambini. Sono esse le prime \u00abscuole di preghiera\u00bb, gli ambienti in cui insegnare quanto sia importante stare con Ges\u00f9 ascoltando i Vangeli che ci parlano di lui. I coniugi cristiani sono i primi responsabili di quella \u00abintroduzione\u00bb all\u2019esperienza del cristianesimo di cui poi chi \u00e8 beneficiario porter\u00e0 in s\u00e9 il seme per tutta la vita.<\/div>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<div style=\"text-align: justify\">\n<div>EDUCARE ALLA VITA BUONA DEL VANGELO<br \/>\nOrientamenti pastorali dell&#8217;Episcopato italiano per il decennio 2010-2020<\/div>\n<div>\nIl primato educativo della famiglia.<br \/>\n36. Nell\u2019orizzonte della comunit\u00e0 cristiana, la famiglia resta la prima e indispensabile comunit\u00e0 educante. Per i genitori, l\u2019educazione \u00e8 un dovere essenziale, perch\u00e9 connesso alla trasmissione della vita; originale e primario rispetto al compito educativo di altri soggetti; insostituibile e inalienabile, nel senso che non pu\u00f2 essere delegato n\u00e9 surrogato.<br \/>\nEducare in famiglia \u00e8 oggi un\u2019arte davvero difficile. Molti genitori soffrono, infatti, un senso di solitudine, di inadeguatezza e, addirittura, d\u2019impotenza. Si tratta di un isolamento anzitutto sociale, perch\u00e9 la societ\u00e0 privilegia gli individui e non considera la famiglia come sua cellula fondamentale.<br \/>\nPadri e madri faticano a proporre con passione ragioni profonde per vivere e, soprattutto, a dire dei \u201cno\u201d con l\u2019autorevolezza necessaria. Il legame con i figli rischia di oscillare tra la scarsa cura e atteggiamenti possessivi che tendono a soffocarne la creativit\u00e0 e a perpetuarne la dipendenza. Occorre ritrovare la virt\u00f9 della fortezza nell\u2019assumere e sostenere decisioni fondamentali, pur nella consapevolezza che altri soggetti dispongono di mezzi potenti, in grado di esercitare un\u2019influenza penetrante.<br \/>\nLa famiglia, a un tempo, \u00e8 forte e fragile. La sua debolezza non deriva solo da motivi interni alla vita della coppia e al rapporto tra genitori e figli. Molto pi\u00f9 pesanti sono i condizionamenti esterni: il sostegno inadeguato al desiderio di maternit\u00e0 e paternit\u00e0, pur a fronte del grave problema demografico; la difficolt\u00e0 a conciliare l\u2019impegno lavorativo con la vita familiare, a prendersi cura dei soggetti pi\u00f9 deboli, a costruire rapporti sereni in condizioni abitative e urbanistiche sfavorevoli.<br \/>\nA ci\u00f2 si aggiunga il numero crescente delle convivenze di fatto, delle separazioni coniugali e dei divorzi, come pure gli ostacoli di un quadro economico, fiscale e sociale che disincentiva la procreazione. Non si possono trascurare, tra i fattori destabilizzanti, il diffondersi di stili di vita che rifuggono dalla creazione di legami affettivi stabili e i tentativi di equiparare alla famiglia forme di convivenza tra persone dello stesso sesso.<br \/>\nNonostante questi aspetti, l\u2019istituzione familiare mantiene la sua missione e la responsabilit\u00e0 primaria per la trasmissione dei valori e della fede. Se \u00e8 vero che la famiglia non \u00e8 la sola agenzia educatrice, soprattutto nei confronti dei figli adolescenti, dobbiamo ribadire con chiarezza che c\u2019\u00e8 un\u2019impronta che essa sola pu\u00f2 dare e che rimane nel tempo. La Chiesa, pertanto, si impegna a sostenere i genitori nel loro ruolo di educatori, promuovendone la competenza mediante corsi di formazione, incontri, gruppi di confronto e di mutuo sostegno.<br \/>\n37. L\u2019educazione alla fede avviene nel contesto di un\u2019esperienza concreta e condivisa. Il figlio vive all\u2019interno di una rete di relazioni educanti che fin dall\u2019inizio ne segna la personalit\u00e0 futura.<br \/>\nAnche l\u2019immagine di Dio, che egli porter\u00e0 dentro di s\u00e9, sar\u00e0 caratterizzata dall\u2019esperienza religiosa vissuta nei primi anni di vita. Di qui l\u2019importanza che i genitori si interroghino sul loro compito educativo in ordine alla fede: \u00abcome viviamo la fede in famiglia?\u00bb; \u00abquale esperienza cristiana sperimentano i nostri figli?\u00bb; \u00abcome li educhiamo alla preghiera?\u00bb. Esemplare punto di riferimento resta la famiglia di Nazaret, dove Ges\u00f9 \u00abcresceva in sapienza, et\u00e0 e grazia davanti a Dio e agli uomini\u00bb (Lc 2,52).<br \/>\nOgni famiglia \u00e8 soggetto di educazione e di testimonianza umana e cristiana e come tale va valorizzata, all\u2019interno della capacit\u00e0 di generare alla fede propria della Chiesa. A essa sacerdoti, catechisti e animatori devono riferirsi, per una stretta collaborazione e in spirito di servizio.<br \/>\nL\u2019impegno della comunit\u00e0, in particolare nell\u2019itinerario dell\u2019iniziazione cristiana, \u00e8 fondamentale per offrire alle famiglie il necessario supporto. Spetta ai genitori, insieme agli altri educatori, promuovere il cammino vocazionale dei figli, anche attraverso esperienze condivise, nelle quali i ragazzi possano affrontare i temi della crescita fisica, affettiva, relazionale per una positiva educazione all\u2019amore casto e responsabile. Una particolare attenzione dovr\u00e0 essere offerta, inoltre, ai genitori rimasti soli, per sostenerli nel loro compito.<\/div>\n<\/div>\n<div><\/div>\n<div>La nuova evangelizzazione &#8211; Ratzinger<\/div>\n<div><\/div>\n<div style=\"text-align: justify\">La vita umana non si realizza da s\u00e9. La nostra vita \u00e8 una questione aperta, un progetto incompleto ancora da completare e da realizzare. La domanda fondamentale di ogni uomo \u00e8: come si realizza questo diventare uomo? Come si impara l&#8217;arte di vivere? Quale \u00e8 la strada alla felicit\u00e0? Evangelizzare vuol dire: mostrare questa strada &#8211; insegnare l&#8217;arte di vivere.<\/div>\n<div><strong>\u00a0<\/strong><\/div>\n<div>\n<p><strong>Ri &#8211; cominciare a credere &#8211; Andr\u00e9 Fossion <\/strong><\/p>\n<div style=\"text-align: justify\">Ci\u00f2 che \u00e8 comune a queste persone, al di l\u00e0 della loro diversit\u00e0, \u00e8 il fatto che \u201cricominciare a credere\u201d non significa per nulla \u201critornare indietro\u201d. Infatti non si tratta per loro di riprendere, dopo un tempo di smarrimento, un percorso religioso nel punto in cui lo hanno lasciato. Per i \u201cricomincianti\u201d si tratta piuttosto di andare avanti, di assumere tutta la loro storia con ci\u00f2 che essa comporta di esperienze, di gioie e di pene, di convinzioni e di dubbi, per \u201cricominciare a credere\u201d, ma diversamente, su altre basi, con una freschezza, un\u2019intelligenza e una libert\u00e0 nuove. Cos\u00ec, se intendono ricominciare a credere, \u00e8 perch\u00e9 nutrono la speranza di comprendere. Intendono capire anzitutto la loro storia, rileggerla, attraversarla nuovamente per riprendere l\u2019iniziativa ed eventualmente riorientarla. Comprendere la fede, riflettere sul modo con il quale l\u2019hanno vissuta e sui motivi che li hanno portati ad abbandonarla. Ma, soprattutto, cercare le ragioni che potrebbero riavvicinarli di nuovo ad essa. Cos\u00ec i ricomincianti desiderano una nuova ed esigente appropriazione della fede, in grado di raggiungere la loro ricerca di senso e nutrire la loro vita di adulti nell\u2019impegno e nella responsabilit\u00e0. Da questo punto di vista il ricominciamento nella fede appare come una vera ricostruzione, fatta di abbandoni e di rifiuti, ma soprattutto di scoperte e di apprendimenti nuovi. Assomiglia in qualche modo alla riscoperta di una persona amata, abbandonata perch\u00e9 la si era mal compresa o perch\u00e9 si era fatta conoscere male e che, di colpo, appare per quello che \u00e8 veramente, sotto una luce nuova e con una nuova attrattiva.<\/div>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify\">\n<p>Il ruolo specifico dei genitori nell\u2019iniziazione della fede &#8211;\u00a0fr. Enzo Biemmi<\/p>\n<div>&#8211; Rispetto al coinvolgimento dei genitori, questo grazie all\u2019apporto intelligente della pastorale familiare, abbiamo anche capito che di per s\u00e9 il compito prioritario dei genitori \u00e8 quella testimonianza di fede ordinaria che possiamo definire \u201cdomestica\u201d[1]. La fede non \u00e8 mai nata da lezioni di catechismo, ma da relazioni vissute nell\u2019orizzonte della testimonianza. Il ruolo di iniziazione alla fede della famiglia \u00e8 primariamente quello quotidiano, non strutturato come un incontro di catechesi. La fede passa dai rapporti, dai fatti di ogni giorno letti in ottica di grazia e di gratitudine, dagli eventi familiari gioiosi e dolorosi interpretati come eventi abitati dalla presenza del Signore, dal modo di leggere quello che succede nel mondo, dalla logica con la quale ci si relazione, si utilizzano le risorse, ci si relaziona con chi \u00e8 diverso, si maturano atteggiamenti di solidariet\u00e0.<\/div>\n<div>Ci\u00f2 \u00e8 primario ed essenziale. Ma la famiglia pu\u00f2 anche divenire un luogo nel quale i genitori danno esplicitamente parole alla fede e creano momenti formativi per la famiglia.<\/div>\n<div>Su questo punto la famiglia e la parrocchia possono trovare un terreno di reciproco sostegno e il compito della catechesi tradizionale pu\u00f2 diventare di assistenza ai genitori stessi senza delegare in toto ad essi il compito esplicitamente catechistico.<\/div>\n<div>Le nuove esperienze vanno in questa direzione. Questo duplice livello di educazione alla fede dovr\u00e0 essere salvaguardato, sapendo che il livello esplicitamente catechistico non pu\u00f2 reggere se non \u00e8 sostenuto, preceduto ed accompagnato da un\u2019iniziazione alla fede quotidiana e familiare.<\/div>\n<div>E\u2019 questa la strada perch\u00e9 comunit\u00e0 e famiglia ridiventino, senza confondersi, i due grembi privilegiati dell\u2019iniziazione alla fede.<\/div>\n<div>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;<\/div>\n<p>[1] &#8211; L\u2019espressione \u00e8 di Mons. Caprioli nella sua relazione ai Vescovi italiani durante la 53a Assemblea generale della CEI, Roma 17-21 maggio 2004.\n<\/p><\/div>\n<div style=\"text-align: center\"><strong>Alcune esperienze in atto nel Triveneto<\/strong><\/div>\n<div style=\"text-align: justify\">\n<div>L\u2019esperienza della diocesi di Trento.<br \/>\nLa proposta della diocesi di Trento ha un titolo significativo: \u201cLo racconterete ai vostri figli\u201d. Risultato di un sinodo diocesano e del lavoro fatto dai Vescovi del Triveneto, essa mira a rendere i genitori protagonisti della comunicazione della fede ai loro figli. E\u2019 basata fondamentalmente sulla catechesi familiare, con una distinzione importante: la catechesi con la famiglia e la catechesi della famiglia.<br \/>\n&#8211; La \u201ccatechesi nella famiglia\u201d \u00e8 la forma pi\u00f9 diffusa. Si presenta come una proposta di riscoperta della fede per i genitori, tramite un cammino parallelo a quello dei figli e guidato da un gruppo di animatori. L\u2019UCD ha articolato questo percorso in cinque tappe dai titoli evocativi: arare, seminare, irrigare, germogliare, portare frutto. Si tratta di un quinquennio di riscoperta della fede per gli adulti.<br \/>\n&#8211; La \u201ccatechesi della famiglia\u201d \u00e8 la forma pi\u00f9 esigente di catechesi familiare. E\u2019 l\u2019assunzione in proprio della responsabilit\u00e0 di esercitare il magistero della parola e della vita da parte dei coniugi e genitori nei confronti dei figli, sia attraverso la testimonianza che la proposta specifica di un cammino di fede e di preghiera nella famiglia. Meno diffusa, questa forma di catechesi familiare ha come la precedente al suo centro un cammino di riscoperta della fede da parte dei genitori, con l\u2019aiuto specifico perch\u00e9 siano in grado di vivere momenti di catechesi nelle loro case.<br \/>\nLa proposta della diocesi di Trento poggia la sua efficacia sul fatto di essere progettata a livello diocesano, sostenuta e costantemente monitorata dall\u2019UCD e condotta tramite una collaborazione tra UCD e Pastorale familiare.<\/div>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify\">\n<div>L&#8217;esperienza della diocesi di Verona.<\/div>\n<div>L\u2019esperienza della diocesi di Verona si articola ogni anno secondo delle tappe mensili in quattro tempi, con la seguente scansione settimanale:<br \/>\n&#8211; La prima settimana \u00e8 riservata all\u2019incontro con i genitori, con una proposta di riscoperta della fede per loro e l\u2019aiuto a comunicare in famiglia quanto maturato nel gruppo.<br \/>\n&#8211; Durante la seconda settimana avviene l\u2019incontro in famiglia. Con l\u2019aiuto di semplici proposte e materiali i genitori nei tempi e nei modi da loro decisi testimoniano la fede ai figli anche con momenti espliciti di dialogo, di preghiera, di esperienze di fede.<br \/>\n&#8211; La terza settimana avviene l\u2019incontro con i bambini. Collocato in un momento disteso della durata di almeno due ore, viene scandito nei seguenti passaggi: l\u2019accoglienza curata, lo spazio per condividere i racconti di quanto vissuto in famiglia, un tempo di animazione finalizzata alla maturazione della loro fede, un momento di preghiera. Questo incontro \u00e8 guidato da un gruppo di persone (giovani, genitori volontari, nonni e altre figure che fanno squadra con il catechista).<br \/>\n&#8211; La quarta settimana \u00e8 costituita dall\u2019incontro familiare la domenica mattina, circa un\u2019ora prima della celebrazione eucaristica. I genitori verificano l\u2019esperienza vissuta in famiglia, i bambini preparano un gesto\/segno per riesprimere le loro scoperte, si partecipa all\u2019eucaristia della comunit\u00e0 e spesso si pranza insieme.<br \/>\nL\u2019esperienza di Verona ha la caratteristica di promuovere le iniziative delle singole parrocchie e di metterle in rete tra di loro. I materiali prodotti dalle parrocchie vengono rivisti da un\u2019\u00e9quipe dell\u2019UCD e messi a disposizione delle altre parrocchie. A differenza di Trento, la strategia di Verona \u00e8 quella di valorizzare l\u2019esistente, di coordinarlo e di ottimizzarne i risultati tramite un quadro metodologico (quello dei quattro tempi) di facile attuazione. Come si pu\u00f2 vedere, nella proposta di questa diocesi \u00e8 saltata la scansione del catechismo settimanale.<\/div>\n<\/div>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per approfondire\u2026 Bibliografia di riferimento Evangelii Gaudium, esortazione apostolica 169. In una civilt\u00e0 paradossalmente ferita dall\u2019anonimato e, al tempo stesso, ossessionata per i dettagli della vita degli altri, spudoratamente malata di curiosit\u00e0 morbosa, la Chiesa ha bisogno di uno sguardo di vicinanza per contemplare, commuoversi e fermarsi davanti all\u2019altro tutte le volte che sia necessario. 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