{"id":1554,"date":"2024-02-26T09:46:44","date_gmt":"2024-02-26T08:46:44","guid":{"rendered":"https:\/\/diocesi.concordia-pordenone.it\/missionario\/?p=1554"},"modified":"2024-02-26T09:47:28","modified_gmt":"2024-02-26T08:47:28","slug":"1554-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/diocesi.concordia-pordenone.it\/missionario\/1554-2\/","title":{"rendered":"L&#8217;attacco del 25 febbraio in Burkina Faso &#8211; le notizie di P. Roberto Battistin"},"content":{"rendered":"<p>P. Roberto Battistin, missionario della comunit\u00e0 di Villaregia, ha scritto un breve articolo per raccontarci cosa \u00e8 accaduto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Domenica 25 febbraio, un gruppo terroristico in movimento nel nord del Burkina Faso ha sferrato un attacco alla chiesa cattolica di una diocesi a circa 260 km da Ouagadougou, in una delle zone pi\u00f9 infestate dal terrorismo in questi anni. Ci ha scritto p. Roberto Battistin, missionario della Comunit\u00e0 di Villaregia, originario della nostra diocesi, per raccontarci l\u2019accaduto.<\/p>\n<p>L&#8217;attacco ha causato una quindicina di morti ed \u00e8 accaduto proprio durante la celebrazione della messa. Si pu\u00f2 dire che, sotto shock, il vescovo locale ha dato la notizia in maniera ufficiale chiedendo la preghiera per le vittime nonch\u00e9 per la conversione di coloro che continuano a fare tanto male alla gente. In questo momento, nonostante i tentativi del regime militare attuale di andare al contrattacco nei confronti dei terroristi, ci sono una trentina di parrocchie chiuse a causa della mancanza di sicurezza e la gente vive circondata da posti di blocco organizzati dai terroristi che controllano di fatto territori molto estesi. Recentemente c&#8217;\u00e8 stato, nella capitale, un incontro nazionale che ha visto anche la partecipazione di un sacerdote che viene proprio da quelle zone. Durante la sua testimonianza ha descritto la situazione come veramente molto difficile e molto pericolosa. Nonostante questo, una volta l&#8217;incontro terminato, \u00e8 ritornato in mezzo alla sua gente. Il terrorismo affligge i paesi del Burkina Faso, del Niger e del Mali (tutti paesi confinanti) da circa 7 anni causando migliaia di vittime e centinaia di migliaia di sfollati interni e causando anche un aumento della povert\u00e0 proprio per il peso sociale di queste forti e improvvise migrazioni interne. Purtroppo questi tre Paesi in questi anni non sono stati aiutati militarmente n\u00e9 dall&#8217;Unione africana n\u00e9 dai Paesi della comunit\u00e0 economica dell&#8217;Africa dell&#8217;ovest. Questa mancanza di solidariet\u00e0 concreta, generando sfiducia nei confronti di queste organizzazioni sovranazionali, ha aperto la porta all&#8217;irruzione dei militari che in tempi diversi hanno preso il potere in tutti e tre questi Paesi. Questi regimi militari godono del sostegno popolare in quanto la gente, afflitta da anni di imprevedibili e barbari attacchi terroristici, spera che i militari, con l&#8217;uso della forza, possano liberare le loro regioni. In fondo, tutti auspichiamo questo, ma i risultati tardano a venire e ci sono gli &#8220;effetti collaterali&#8221; legati alla presenza politica dei militari, come per esempio l&#8217;impossibilit\u00e0 di esprimere un pensiero diverso. Oggi qui chi non \u00e8 d&#8217;accordo con il regime o esprime pubblicamente un&#8217;idea diversa, facilmente viene spedito al fronte in modo tale che possa &#8220;vedere la situazione con i suoi occhi prima di parlare!&#8221;. Ha creato concerto il 24 gennaio scorso l&#8217;arresto arbitrario di un eminente avvocato attivista per i diritti umani la cui sorte \u00e8 per il momento ancora sconosciuta. Un altro effetto collaterale \u00e8 che questi tre Paesi intendono uscire dalla comunit\u00e0 economica dei Paesi dell&#8217;Africa Occidentale (CEDEAO), organizzazione sovranazionale che esiste da circa 30 anni, per dare maggiore forza alla &#8220;loro&#8221; Alleanza del Sahel, nata il settembre scorso. Gli altri Paesi membri di questo organismo stanno scongiurando questi regimi a non andare fino in fondo, il timore \u00e8 che questa &#8220;polverizzazione&#8221; possa avere ulteriori conseguenze per l&#8217;economia e le politiche di queste fragili nazioni. Proprio ieri la CEDEAO ha tolto le sanzioni al Niger, applicate l&#8217;anno scorso dopo il colpo di stato, per &#8220;motivi umanitari&#8221; e manifestare tale volont\u00e0 inclusiva.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Uno dei progetti della quaresima missionaria \u201cUn pane per amor di Dio\u201d \u00e8 proprio a sostegno delle attivit\u00e0 di p. Roberto e dei giovani che vivono in questa difficile situazione politica.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>P. Roberto Battistin, missionario della comunit\u00e0 di Villaregia, ha scritto un breve articolo per raccontarci cosa \u00e8 accaduto. &nbsp; Domenica 25 febbraio, un gruppo terroristico in movimento nel nord del Burkina Faso ha sferrato un attacco alla chiesa cattolica di una diocesi a circa 260 km da Ouagadougou, in una delle zone pi\u00f9 infestate dal terrorismo in questi anni. Ci ha scritto p. 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