{"id":161,"date":"2016-02-29T14:17:00","date_gmt":"2016-02-29T13:17:00","guid":{"rendered":"https:\/\/diocesi.concordia-pordenone.it\/missionario\/don-lorenzo-barro-inizia-la-missione-a-chipene-in-mozambico\/"},"modified":"2016-02-29T14:17:00","modified_gmt":"2016-02-29T13:17:00","slug":"don-lorenzo-barro-inizia-la-missione-a-chipene-in-mozambico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/diocesi.concordia-pordenone.it\/missionario\/don-lorenzo-barro-inizia-la-missione-a-chipene-in-mozambico\/","title":{"rendered":"Don Lorenzo Barro inizia la missione a Chipene in Mozambico"},"content":{"rendered":"<div>\u00a0Sento il dovere di ringraziare il Signore per il dono che sta facendo alla nostra Chiesa diocesana di Concordia-Pordenone di una nuova esperienza missionaria Fidei Donum in Mozambico. E\u2019 dai tempi del Concilio Vaticano II che la nostra diocesi, riscoprendo la necessit\u00e0 e la bellezza di aprirsi alla missione, aveva inviato sacerdoti e laici nel mondo, in particolare nella diocesi di Nyeri in Kenia e nella diocesi di Esmeraldas in Equador. Ora, grazie alla disponibilit\u00e0 di un nostro sacerdote diocesano don Lorenzo Barro, iniziamo una nuova esperienza di collaborazione e cooperazione missionaria nella diocesi di Nacala in Mozambico. Anche in questi giorni mi sono sentito rivolgere spesso una domanda: &#8220;Ma ha ancora senso che preti e laici partano per la S missione ad gentes? Non c\u2019\u00e8 bisogno anche da noi?&#8221;. Si, c\u2019\u00e8 molto bisogno, soprattutto che cresca, si consolidi e aumenti la nostra fede e il nostro essere Chiesa. Per questo \u00e8 necessario il segno della partenza di qualcuno della nostra dicoesi in altre terre lontane. Come ci ha ricordato papa Francesco, non dobbiamo lasciarci rubare l\u2019entusiasmo missionario e la gioia dell\u2019evangelizzione, perch\u00e8 solo cos\u00ec potremo essere una Chiesa in uscita, aperta alle esigenze delle persone, attenta a tutti, in particolare dei pi\u00f9 poveri. La partenza di don Lorenzo &#8211; e spero quanto prima di qualche altra persona, in particolare laici e famiglie &#8211; porter\u00e0 e far\u00e0 sentire la missione nel cuore di tutta la comunit\u00e0, come una realt\u00e0 che riguarda non solo chi parte, ma tutti. Sono certo, carissimi fratelli e sorelle, che questa partenza incrementer\u00e0 una partecipazione pi\u00f9 corresponsabile alla vita delle nostre comunit\u00e0 parrocchiali, aiutando ognuno di noi a vivere meglio i grandi valori evangelici dell\u2019essenzialit\u00e0, della giustizia, della pace e della solidariet\u00e0 con chi soffre, anche con quelli che ci stanno vicini. L\u2019apertura missionaria non impoverir\u00e0 la nostra diocesi, le nostre comunit\u00e0 e nemmeno il nostro presbiterio. Con questi sentimenti, luned\u00ec prossimo accompagner\u00f2 don Lorenzo in missione. Lui parte a nome nostro! Lo ringraziamo e gli assicuriamo tutto il nostro affetto e la nostra preghiera. Con la missione nel cuore. \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0\u00a0Giuseppe Pellegrini, vescovo<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>Qualcuno in questi giorni ha fatto presente che bastavano le missioni in Kenya e poi in Ecuador. Altri hanno commentato che la diocesi sta &#8220;perdendo preti&#8221; a causa dell\u2019et\u00e0, salute e si affino a uno solo sacerdote pi\u00f9 parrocchie\u2026 allora perch\u00e9 andare? Per fare scelte particolari ci vuole sempre coraggio e non solo&#8230; ma anche un po\u2019 di fede che sembra incosciente per credere che la Chiesa non \u00e8 solo nelle nostre mani, ma \u00e8 lo Spirito di Cristo che la guida anche quando sembra essere stanca o senza pastori. La partenza di don Lorenzo non \u00e8 un impoverimento della Diocesi, al contrario deve diventare un richiamo per noi tutti, preti e laici a recuperare quella dimensione missionaria che papa Francesco ci ha richiamato in una maniera vivace attraverso la sua Esortazione Apostolica &#8220;Evangelii Gaudium&#8221;. E\u2019 donando che si riceve, \u00e8 Q condividendo che ci sar\u00e0 per tutti. Una chiesa chiusa e paurosa di donare, o che si accontenta di dare appena pochi aiuti economici, e con fatica, sar\u00e0 destinata a morire. La mia prima esperienza di sacerdote in parrocchia l\u2019ho fatta con un parroco che non aveva paura dei debiti che aveva la parrocchia, e mentre si eseguivano lavori necessari per la parrocchia (come l\u2019ampliamento della scuola materna) in contemporanea invitava i parrocchiani a costruire in Kenya un\u2019aula per la scuola di disabili dove si trovava una suora della parrocchia. &#8220;Gratuitamente avete ricevuto , gratuitamente date&#8221;, questo deve essere lo stile e il cuore missionario della nostra chiesa. Dalla partenza di Don Lorenzo possono nascere varie realt\u00e0: 1. collaborazione con una chiesa sorella, a tutti i livelli, condivisione del personale 2. possibilit\u00e0 di vivere esperienze a breve o a lungo termine per giovani (PEM) o gruppetti parrocchiali, per laici che desiderano vivere una esperienza di alcuni anni(due o tre) come servizio missionario 3. famiglie che si sentono inviate dalla Diocesi come &#8220;fidei donum&#8221; 4. aprire le nostre finestre e specie il nostro cuore a realt\u00e0 pi\u00f9 bisognose, facendoci prossimo ma nello stesso tempo lasciandoci educare dai poveri. 5. mettere a servizio i nostri talenti umani per i i fratelli pi\u00f9 bisognosi 6. creando gruppi, qui in diocesi, di appoggio ai nostri missionari, gruppi missionari che animano a tutti i livelli e creano rete con il mondo missionario( in questo caso con il Mozambico). Auguriamo a Don Lorenzo buona missione. La missione del Mozambico sproni anche noi ad un impegno maggiore. \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0P.Tarcisio Candian<\/div>\n<div>Concordia &#8211; Pordenone batte Nacala 240 a 40. Questo il diverso numero dei sacerdoti presenti, rispettivamente, nella nostra diocesi e in quella citata che appartiene al Mozambico, in Africa, terra in cui don Lorenzo Barro sta per iniziare un nuovo capitolo della sua vita, in qualit\u00e0 di sacerdote fidei donum. Parrocchia di destinazione Chipele, nel nord del paese, sul mare. Quattro le religiose salesiane gi\u00e0 sul posto, una rete di laici che collaborano e, per il momento, zero sacerdoti. DON LORENZO Classe 1964, ha mosso i suoi passi prima nella pastorale giovanile, indimenticabile l\u2019esperienza della Gmg in Canada con Giovanni Paolo II; poi in parrocchia ad Aviano, infine Rettore del seminario diocesano. Ora la svolta in terra d\u2019Africa. &#8220;Ho sempre dato la mia disponibilit\u00e0 per una esperienza in missione &#8211; racconta &#8211; sono stato due volte nelle missioni diocesane in Kenia, una nel \u201994 con mons. Lavaroni, un\u2019altra nel 2002 con il Vescovo Ovidio Poletto. Vivo il ricordo, ben fresca alla memoria la gioia e la solidariet\u00e0 che sempre trapela dai racconti anche dei nostri sacerdoti fidei donum&#8221;. MOZAMBICO Una strada nuova si apre per la nostra diocesi con questa missione. Resa possibile grazie alla presenza del vescovo Pellegrini e per un duplice motivo. Sia per la sua esperienza alla Cei di Roma che lo ha portato a visitare molte terre di missione, sia perch\u00e9 da veronese conosce i salesiani che gi\u00e0 operano in Mozambico e nella diocesi di Nacala in particolare. In Mozambico i cristiani sono circa il 28%, mentre per il resto e specie nella fascia costiera ci sono musulmani. Piuttosto diffuso \u00e8 anche il fenomeno delle sette. A livello politico, come molti stati africani, le rivolte tra fazioni possono essere piuttosto frequenti. Il Mozambico \u00e8 tra le dieci nazioni pi\u00f9 povere dell\u2019Africa. La gente si dedica per lo pi\u00f9 a una agricoltura di sussistenza (sorgo, mais, miglio), anche se sul mare ci sono citt\u00e0 dedite al turismo. La malaria \u00e8 diffusa. Dopo quella portoghese dei secoli scorsi, \u00e8 ora in atto una sorta di &#8220;colonizzazione&#8221; moderna: quella delle multinazionali che vengono per sfruttare le materie prime (l\u2019oro). CHIPENE &#8220;Questa missione sar\u00e0 una esperienza nuova &#8211; spiega don Lorenzo &#8211; perch\u00e9 cambia col tempo la concezione di quel che si va a fare. Non si va solo per portare un credo e un sistema di vita migliore a popolazioni molto pi\u00f9 povere. Si va piuttosto nell\u2019ottica del reciproco scambio. Io stesso, addentrandomi da qui nella vita di quella realt\u00e0 africana, ho appurato come sia intenso il lavoro che stanno facendo sia i religiosi presenti sia i laici. Del resto i sacerdoti sono davvero pochi, una quarantina in tutta la diocesi di Nacala, che \u00e8 una diocesi nuova nata nel 1991 con Giovanni Paolo II. Invece la parrocchia, Chipene, \u00e8 stata fondata nel 1908. Ma da anni \u00e8 priva di sacerdote. Per questo c\u2019\u00e8 una rete di laici ben organizzata, con compiti e mansioni regolamentati&#8221;. Chipene \u00e8 pi\u00f9 grande della nostra diocesi, 3.500 kmq contri i nostri 2.675. La lingua ufficiale \u00e8 il portoghese, ma la popolazione parla una propria lingua, il Makua, con cui si cimenter\u00e0 l\u00e0. &#8220;La nuova logica della missione &#8211; continua don Lorenzo &#8211; \u00e8 quello del reciproco scambio. Qui sta la sfida. Mi incoraggia l\u2019esperienza dei salesiani veronesi delle parrocchie vicine, c\u2019\u00e8 un bello spirito solidale. Mi incoraggia il lavoro gi\u00e0 avviato dalle religiose che conoscono bene la popolazione. Mi incoraggiano anche le tante manifestazioni di sostegno &#8211; anche economico &#8211; che molti nella nostra diocesi mi hanno gi\u00e0 generosamente manifestato&#8221;. E chi volesse muoversi in questo senso pu\u00f2 semplicemente rivolgersi all\u2019Ufficio missionario diocesano (tel. 0434 &#8211; 221233). PROGRAMMA La partenza \u00e8 prevista per luned\u00ec 8 febbraio. Il 13 ci sar\u00e0 una celebrazione a Chipene alla presenza del vescovo locale, Germano Grachane, e del nostro vescovo mons. Pellegrini. Poi dal 15 febbraio a tutto luglio don Lorenzo sar\u00e0 nella parrocchia di Anchilo, dove ci sono i salesiani. Un tempo necessario per acclimatarsi e conoscere lingua, metodo di lavoro, la nuova quotidianit\u00e0. &#8220;Parto tranquillo. Osservare ascoltare, chiedere sono le tre regole di chi arriva in un posto, un mondo, tutto da conoscere. Tra i missionari ci sono sostegno, aiuto reciproco e rispetto ciascuno per il lavoro dell\u2019altro. Solo verso agosto sar\u00f2 nella parrocchia destinatami a Chipene, dove, tra l\u2019altro c\u2019\u00e8 una casa per le religiose e una per sacerdoti disabitata da decenni e che ha bisogno di alcuni lavori. So che, data la vastit\u00e0 della parrocchia, non potr\u00f2 arrivare dappertutto. Ma dove c\u2019\u00e8, il sacerdote deve lasciare il segno. Fare bene quello che potr\u00f2 fare sar\u00e0 il mio motto&#8221;. \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0Don Lorenzo Barro\u00a0<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Concordia &#8211; Pordenone batte Nacala 240 a 40. Questo il diverso numero dei sacerdoti presenti, rispettivamente, nella nostra diocesi e in quella citata che appartiene al Mozambico, in Africa, terra in cui don Lorenzo Barro (classe 1964) sta per iniziare un nuovo capitolo della sua vita, in qualit\u00e0 di sacerdote fidei donum. Parrocchia di destinazione Chipele, nel nord del paese, sul mare. Quattro le religiose comboniane gi\u00e0 sul posto, una rete di laici che collaborano e, per il momento, zero sacerdoti. Entra per maggiori informazioni<\/p>\n","protected":false},"author":0,"featured_media":162,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[],"class_list":["post-161","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-news"],"acf":{"seed-localization-paese-cod":"","seed-localization-address":"","seed-localization-citta":"","seed-localization-regione-cod-istat":"","seed-localization-citta-cod-istat":"","seed-localization-localita":"","seed-localization-cap":"","seed-localization-geo":{"lat":41.90552298770031,"lng":12.509441971778871,"zoom":10,"markers":[],"address":"","layers":["OpenStreetMap.Mapnik"]},"seed-localization-marker-visibility":false,"seed-localization-children-visibility":false,"seed-localization-kml":null,"seed-localization-custom-marker":null},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/diocesi.concordia-pordenone.it\/missionario\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/161","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/diocesi.concordia-pordenone.it\/missionario\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/diocesi.concordia-pordenone.it\/missionario\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/diocesi.concordia-pordenone.it\/missionario\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/diocesi.concordia-pordenone.it\/missionario\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=161"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/diocesi.concordia-pordenone.it\/missionario\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/161\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/diocesi.concordia-pordenone.it\/missionario\/wp-json\/wp\/v2\/media\/162"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/diocesi.concordia-pordenone.it\/missionario\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=161"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/diocesi.concordia-pordenone.it\/missionario\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=161"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/diocesi.concordia-pordenone.it\/missionario\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=161"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}