educatori

Il Vescovo S.E. Mons. Giuseppe Pellegrini risiede presso il Seminario.

EDUCATORI DEL SEMINARIO DIOCESANO DI CONCORDIA-PORDENONE anno 2021-2022

Rettore: don Roberto Tondato
Direttore spirituale: don Federico Zanetti
Educatore propedeutico: don Stefano Mattiuzzo
Economo: don Gianfranco Furlan
Pro-Direttore degli Studi: don Marino Rossi donec aliter provideatur (finché non si provveda in modo diverso)

Con i professori formano la comunità educante del Seminario.

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Il testo che segue è tratto da: La formazione dei presbiteri nella chiesa italiana in Notiziario della Conferenza Episcopale Italiana, 15.11.2006.

  1. Il principale protagonista della formazione al presbiterato è lo Spirito di Cristo. Egli agisce direttamente nei chiamati facendo brillare ai loro occhi il fascino della vocazione, comunicando ai loro cuori i doni di grazia necessari, plasmando le loro personalità in profondità. Egli, inoltre, si fa presente in loro attraverso l’azione della Chiesa, che è «il soggetto comunitario che ha la grazia e la responsabilità di accompagnare quanti il Signore chiama a divenire suoi ministri nel sacerdozio». La Chiesa garantisce il discernimento e la formazione dei candidati attraverso il servizio specifico di persone e di comunità che concorrono, ciascuna per la sua parte, al fine comune. Esse sono in particolare: il Vescovo, l’équipe educativa (rettore, direttore spirituale ed educatori delle varie comunità), i docenti, la comunità del seminario, i parroci e i genitori, i consulenti psicologici, le comunità di provenienza e di servizio pastorale dei seminaristi.
  2. «Primo rappresentante di Cristo nella formazione sacerdotale è il Vescovo». Dal momento che è suo il grave compito di «dare continuità al carisma e al ministero presbiterale, associandovi nuove forze con l’imposizione delle mani», a lui spetta la responsabilità ultima del discernimento e della formazione dei candidati che ritiene idonei.
    Perciò egli deve visitare frequentemente il seminario, conoscere personalmente i seminaristi e accompagnarne il cammino, curare il raccordo della comunità del seminario con il presbiterio e la Chiesa particolare e aiutare i seminaristi ad acquisire e accrescere una profonda sensibilità ecclesiale.
    Data la complessità e la delicatezza del compito formativo, in via ordinaria il Vescovo condivide la sua primaria responsabilità con presbiteri idonei e debitamente formati, che agiscono in stretta unione con lui, in conformità alle sue direttive, e lo rappresentano nella comunità del seminario. Egli potrà associare loro anche diaconi permanenti e fedeli laici, uomini e donne, specialmente in quei settori nei quali dispongono di particolari competenze.
  3. Gli educatori sono chiamati a interpretare e attuare il progetto educativo del seminario, adeguandolo al cammino di ciascun seminarista e innervandolo nel contesto ecclesiale diocesano, interdiocesano o regionale. Di fatto, sono soprattutto essi a dare il tono alla vita del seminario e a garantirne l’efficacia formativa. «Fatte salve la distinzione tra foro interno e foro esterno, l’opportuna libertà di scelta dei confessori e la prudenza e discrezione che convengono al ministero del direttore spirituale, la comunità presbiterale degli educatori si senta solidale nella responsabilità di educare i candidati al sacerdozio. Ad essa, sempre in riferimento all’autorevole valutazione sintetica del Vescovo e del rettore, spetta in primo luogo il compito di promuovere e verificare l’idoneità dei candidati quanto alle doti spirituali, umane e intellettuali, soprattutto in riferimento allo spirito di preghiera, all’assimilazione profonda della dottrina della fede, alla capacità di autentica fraternità e al carisma del celibato». È dunque evidente che gli educatori devono essere scelti con la massima cura. È auspicabile che in tutti gli educatori siano presenti spirito di fede e di comunione, maturità umana ed equilibrio psichico, limpida e matura capacità di amare, senso pastorale, capacità di ascolto, di dialogo e di comunicazione, attenzione positiva e critica alla cultura moderna. Alcune note di qualificazione presentano rilevanza specifica a seconda dei diversi uffici. Ciascuna di queste caratteristiche presenta aspetti innati, dono di natura e di grazia, e aspetti acquisiti, frutto di studio e di esperienza.