{"id":447,"date":"2011-11-18T10:14:00","date_gmt":"2011-11-18T09:14:00","guid":{"rendered":"https:\/\/diocesi.concordia-pordenone.it\/sociale\/litalia-serve-ancora-al-bene-comune\/"},"modified":"2011-11-18T10:14:00","modified_gmt":"2011-11-18T09:14:00","slug":"litalia-serve-ancora-al-bene-comune","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/diocesi.concordia-pordenone.it\/sociale\/litalia-serve-ancora-al-bene-comune\/","title":{"rendered":"L&#8217;Italia serve ancora al bene comune?"},"content":{"rendered":"<div>\n<div style=\"text-align: justify\">A cosa serve l\u2019unit\u00e0 d\u2019Italia? Di quali italiani si compone oggi questa nazione? Cosa pu\u00f2 tenerli ancora insieme? Non \u00e8 facile darsi delle risposte, nemmeno in un appuntamento pensato apposta come la Settimana Sociale dei Cattolici di questa diocesi, che si terr\u00e0 la prossima settimana. Alzino la mano quanti in queste ultime settimane non hanno pensato che la soluzione a tutti i problemi di arretratezza e degrado della politica, d\u2019insufficienza infrastrutturale ed economica, sia un taglio netto ai legami nazionali, dalla politica fiscale fatta da <i>Roma<\/i>, alla gestione centralistica ed assai poco democratica dei partiti, ecc. Tuttavia, mai come in queste settimane, riaffiora la consapevolezza che invece siamo tutti sulla stessa barca, a remi per giunta, e se uno dei vogatori si sente male, noi tutti siamo comunque legati a lui e tutti insieme alla possibilit\u00e0 di farcela o meno. Inoltre ormai \u00e8 chiaro che non ci sono ricette d\u2019ingegneria finanziaria o esclusivamente economiche in grado di toglierci da questa situazione di generale fragilit\u00e0. Piuttosto alcuni famosi analisti hanno ribadito pi\u00f9 volte che per uscire dalla crisi serve uno sforzo di volont\u00e0, che bisogna combattere la mancanza di desiderio, che bisogna alimentare la fiducia nel futuro, ecc.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: justify\">Ma se \u00e8 tutto qui, perch\u00e9 allora non ne veniamo fuori?\u00a0Forse, di fronte ad una crisi cos\u00ec profonda, non basta sollecitare aziende e lavoratori, famiglie e cittadini sfiduciati della propria classe dirigente ad una reazione d\u2019orgoglio. Al desiderio di uscire dalla crisi occorre affiancare un cambiamento deciso: la rimozione del peso insostenibile delle sperequazioni, delle diseguaglianze ingiustificate che in questo momento stanno aumentando la distanza tra benestanti rinchiusi nella cittadella dei garantiti da a un lato, dall\u2019altro giovani e famiglie sempre pi\u00f9 in difficolt\u00e0. La giustizia sociale \u00e8 uno degli elementi che per i cattolici definisce il bene comune. <\/div>\n<div style=\"text-align: justify\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: justify\">Esso infatti non \u00e8 semplicemente la somma del benessere degli individui,\u00a0n\u00e9 la buona gestione dei beni pubblici, e nemmeno un vago sentimento di benevolenza reciproca. Per i cattolici la condizione fondamentale per la realizzazione del bene comune passa per il ripianamento di ogni condizione che impedisce lo sviluppo integrale della persona all\u2019interno di una comunit\u00e0, il riequilibrio di quanto dovuto non per carit\u00e0 ma perch\u00e9 giusto. Sono anche questi i valori la cui caduta a picco pregiudica la crescita di una nazione. Guardando le cose da questo punto di vista, ecco che ad esempio la mancanza di ricambio della classe dirigente, non \u00e8 semplice immobilismo del sistema, ma richiama a responsabilit\u00e0 precise chi se ne rende protagonista, esso tradisce la propria comunit\u00e0 invece che servirla.<\/div>\n<div style=\"text-align: justify\">\u00a0<\/div>\n<div style=\"text-align: justify\">I giovani con sempre meno chance di successo all\u2019affacciarsi in un mercato del lavoro ingessato o che stanno invecchiando nella precariet\u00e0 di contratti iper flessibili, non costituiscono il prezzo inevitabile che dobbiamo pagare alla crisi in attesa che passi, ma una ingiusta condizione, in cui sono costrette alcune persone perch\u00e9 siano sostenute situazioni di tranquillo benessere di altre. Lo stesso per gli ammortizzatori sociali, cos\u00ec importanti in questi mesi, tanto per alcuni, nulla per altri; e per le pensioni: una pensione piena maturata con met\u00e0 dei contributi versati, non \u00e8 un diritto acquisito, \u00e8 un privilegio pagato da altri. Ecco allora a cosa pu\u00f2 servire ancora l\u2019unit\u00e0 d\u2019Italia. La repubblica \u201crichiede l&#8217;adempimento dei doveri inderogabili di solidariet\u00e0 politica, economica e sociale\u201d ed \u00e8 suo compito \u201crimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libert\u00e0 e l&#8217;eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana\u201d. Alcuni cattolici, assieme ad altri, a suo tempo hanno contribuito a scrivere queste parole nella nostra Carta Costituzionale, per tradurle poi in progetti di crescita dell\u2019intero Paese, a volte a costo della propria vita. I cattolici di oggi sono pronti a fare la loro parte?<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A cosa serve l\u2019unit\u00e0 d\u2019Italia? Di quali italiani si compone oggi questa nazione? Cosa pu\u00f2 tenerli ancora insieme? Non \u00e8 facile darsi delle risposte, nemmeno in un appuntamento pensato apposta come la Settimana Sociale dei Cattolici di questa diocesi, che si terr\u00e0 la prossima settimana. 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