“Casa per tutta la diocesi”. Il Rettore don Roberto Tondato nella giornata celebrativa dei 100 anni del Seminario, 30 aprile 2022

Riportiamo l’indirizzo di saluto del Rettore del Seminario, don Roberto Tondato, all’inizio della celebrazione eucaristica

Siate tutti benvenuti: Vescovi, Confratelli, familiari e amici. Un saluto particolare a Lei, Mons. Lazzaro You Heug-sik, Prefetto del Dicastero per il clero, che ci onora con la Sua presenza. Con emozione e gioia Le esprimo, a nome della famiglia del Seminario e anche della Diocesi tutta, la gratitudine per aver accolto l’invito a presiedere questo importante momento delle celebrazioni centenarie della nostra casa. Condividiamo la preghiera di rendimento di grazie al Signore e attendiamo le parole di testimonianza e di orientamento che vorrà rivolgerci. Sono certo che lasceranno un’impronta in tutti noi. Viviamo questo momento nel solco della genuina gratitudine: per noi preti, che in gioventù abbiamo abitato il Seminario, è occasione per testimoniare giusta riconoscenza ai nostri formatori, ovvero coloro che in questo luogo – pur tra inevitabili limiti – hanno contribuito a farci diventare quelli che siamo oggi. Nella preghiera vogliamo anche esprimere il sincero affetto a coloro che nell’umiltà di un servizio nascosto hanno accompagnato e sostenuto la vita del Seminario e la nostra stessa vita. Penso in questo momento alle Suore, al personale, ai volontari, a don Antonio e a molti altri. Questo anniversario per la Chiesa di Concordia-Pordenone è anche occasione per rileggere questo luogo nel suo cambiamento dopo cento anni, nella sua evoluzione. Non è più appannaggio solamente della formazione dei futuri presbiteri, bensì casa per tutta la Diocesi, luogo in cui trovano accoglienza svariate proposte e attività, in uno scambio proficuo con la città e il territorio. Ciò permette anche che i seminaristi entrino in contatto, fin da subito, con una pastorale dinamica, sinodale e dialogante, per diventare i preti della Chiesa esperta in umanità, come amava ripetere San Paolo VI. A noi fa bene tenere le porte aperte e respirare un’aria di Chiesa fraterna, fatta di tanti volti. Speriamo che anche a chi entra nel verde del parco, sotto le arcante dei porticati o fin qui su, in chiesa, faccia bene il clima di pace, insieme alla cura e all’accoglienza che cerchiamo di offrire. Abbiamo esposto la reliquia del Beato Padre Pino Puglisi che da qualche anno custodiamo in Seminario. Papa Francesco nell’omelia tenuta a Palermo il 15 settembre 2018 così si esprimeva: “(Padre Pino) quando morì nel giorno del suo compleanno, coronò la sua vittoria col sorriso, con quel sorriso che non fece dormire di notte il suo uccisore, il quale disse: “c’era una specie di luce in quel sorriso”. Padre Pino era inerme, ma il suo sorriso trasmetteva la forza di Dio: non un bagliore accecante, ma una luce gentile che scava dentro e rischiara il cuore. È la luce dell’amore, del dono, del servizio. Abbiamo bisogno di tanti preti del sorriso”. Raccolgo queste parole del Santo Padre anche per farne intenzione di preghiera per questa nostra Eucaristia.