La Pasqua del Vescovo Pellegrini: “Il sepolcro è aperto per noi, siamo figli della Pasqua”
Nel giorno centrale della nostra fede, il Vescovo di Concordia-Pordenone, mons. Giuseppe Pellegrini, ha rivolto alla comunità diocesana un messaggio vibrante, ricordando che la nostra fede non si fonda sulla nostalgia di un fatto del passato. Al contrario, celebriamo l’impossibile che si fa realtà: “la pietra è stata ribaltata, il buio è stato squarciato e Gesù che era morto ora vive e cammina tra noi”.
Riflettendo sul Vangelo del mattino di Pasqua, il Vescovo ha paragonato lo sconvolgimento di Maria di Magdala alle tenebre che il mondo sta vivendo oggi, ferito dal male e dalle guerre. Ma davanti a questo buio, si staglia il segno del sepolcro aperto: Dio non ha rimosso la pietra per far uscire Gesù, ma “quella pietra è stata rotolata via per noi, perché noi potessimo entrare”. Ricordando la corsa di Pietro e Giovanni, mons. Pellegrini ha descritto la fede come una “corsa comunitaria”, dove l’amore arriva per primo, ma sa anche fermarsi ad “aspettare chi fa più fatica”.
Il cuore dell’omelia è stato un invito a cercare “le cose di lassù”, che non significa perdersi in sogni tra le nuvole, ma incarnare lo stile di Dio nel quotidiano. Questo si traduce nell’impegno concreto di “scegliere l’onestà in un mondo di furbi, scegliere il perdono dove regna il rancore, scegliere la speranza quando tutto dice che non c’è più nulla da fare”. Per farlo, è necessario avere il coraggio di entrare nelle proprie “tombe interiori”, smettendo di scappare dai fallimenti e dalle ferite. La rassicurazione del Vescovo è che, entrando nel nostro dolore con Cristo, non troveremo la disperazione, ma i segni di “una battaglia già vinta”.
Il mandato consegnato alla Diocesi al termine della celebrazione è una chiamata all’azione: non cercare Dio in “una fede stanca”, ma uscire per portare ovunque “il profumo della Risurrezione”. Il Vescovo ha esortato ogni fedele a farsi testimone vivo: “A chi è triste, dite con la vita che la gioia è possibile; a chi è solo, mostrate che la fraternità esiste”.
Concludendo con il suo augurio pasquale, mons. Pellegrini ha ribadito che la Risurrezione ci dà il diritto di sperare contro ogni logica umana, invitando tutti a diventare operatori di pace. Il suo forte richiamo è a non cedere al pessimismo: il Risorto ci dimostra che l’amore vince l’odio e che “non siamo fatti per restare chiusi nei nostri egoismi o nelle nostre paure. Siamo figli della Pasqua”.
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