Rinvenimento reliquie di s. Stefano

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3 agosto, RINVENIMENTO DELLE RELIQUIE DI SANTO STEFANO

Santo Stefano, uno dei sette diaconi della Comunità apostolica, fu il primo a testimoniare con il sangue la propria fedeltà a Cristo. La sua passione è contenuta negli «Atti», che lo presentano come un uomo «pieno di fede e di Spirito Santo». Il ritrovamento delle sue reliquie, nel 415, destò molta commozione e ne propagò rapidamente il culto. Numerose chiese parrocchiali vennero a lui dedicate, compresa la seconda Cattedrale di Concordia, dopo la distruzione probabilmente da parte degli Unni. “Ab immemorabili” la solennità del patrono Santo Stefano Protomartire viene celebrata in Diocesi, e in particolare in Cattedrale, il 3 agosto.

Alle 9:30 solenne pontificale in Cattedrale a Concordia Sagittaria al quale da antica tradizione sono invitati a partecipare i parroci della diocesi. 

 

Alcuni passaggi dell’omelia del vescovo mons. Giuseppe Pellegrini

Celebrare la solennità del rinvenimento delle Reliquie di Santo Stefano, patrono della Diocesi di Concordia-Pordenone, non significa compiere un semplice atto formale o commemorativo, ma «confermare e rafforzare la nostra fede, sostenuti dalla testimonianza viva» di un giovane capace di scuotere il presente. È questo il messaggio centrale espresso dal Vescovo Giuseppe Pellegrini durante la solenne concelebrazione nella Cattedrale di Concordia.

Prendendo spunto dal racconto degli Atti degli Apostoli, mons. Pellegrini ha evidenziato l’attualità della figura di Stefano, diacono dedito alla carità verso gli ultimi, le vedove e gli stranieri, e al contempo testimone coraggioso capace di accettare il confronto aperto senza arretrare.

Guardare l’invisibile nelle contraddizioni della storia

Nel momento del martirio, di fronte alla reazione violenta del Sinedrio, Stefano «fissando il cielo vide la gloria di Dio». «Stefano ha gli occhi fissi al cielo, ma i piedi piantati per terra», ha sottolineato il Vescovo, richiamando il cuore della vita cristiana: la capacità di cogliere la presenza di Gesù dentro le fatiche e le contraddizioni quotidiane. Cristo non è un sovrano distante, ma il Risorto che cammina accanto, soffre con noi e ci sostiene quando ci esponiamo per il Vangelo.

L’atto supremo del martirio di Stefano – l’affidamento totale e la preghiera di perdono per i suoi carnefici – capovolge le logiche umane del possesso e della vendetta, offrendo la misura più alta dell’amore cristiano.

Verso il nuovo Anno Pastorale: “Liberi per amare e servire”

L’omelia ha tracciato anche una chiara rotta per il cammino futuro delle comunità locali. Il prossimo 13 settembre, nel pomeriggio a Spilimbergo, in occasione del 50° anniversario del Terremoto del Friuli, si darà ufficialmente inizio al nuovo Anno Pastorale.

Il tema guida della prossima Lettera pastorale sarà «Liberi per amare e servire». Un invito a liberare il cuore da ogni chiusura e a superare la tentazione del «si è sempre fatto così», per riscoprire una carità profetica che si fa vicinanza concreta dove ci sono ferite e incomprensioni.

Una Chiesa essenziale e vicina alla gente

In conclusione, mons. Pellegrini ha rivolto un accorato appello a sacerdoti, diaconi, consacrati e laici ad accogliere lo sguardo di Stefano per costruire una Chiesa «più leggera, più essenziale, più profetica, meno legata al potere e all’apparire». Una Chiesa “in uscita” che non teme il confronto con il mondo moderno e la novità, consapevole che lo Spirito Santo è già all’opera anche al di fuori dei nostri recinti.