Relazione del Centro di Ascolto – attività anno 2025

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Doppio appuntamento con la

presentazione della
Relazione del Centro di Ascolto Diocesano sull’attività dell’anno 2025

FRAGILITÀ INTRECCIATE
Lo sguardo delle Caritas sulle povertà del territorio diocesano

Presentazione – Caritas – Relazione annuale 2025
venerdì 20 marzo 2026, alle ore 11.30
conferenza stampa
presso Casa Madonna Pellegrina, a Pordenone

Intervengono il Direttore della Caritas diocesana Andrea Barachino, il Vescovo della Diocesi di Concordia-Pordenone S.E. Giuseppe Pellegrini,
il Vicario per la Prossimità Paolo Zanet e gli operatori della Caritas diocesana

 

venerdì 20 marzo 2026, alle ore 20.30
incontro pubblico
presso Casa Madonna Pellegrina, a Pordenone

Il programma della serata prevede:

  • Saluti iniziali e introduzione A cura del diacono Paolo Zanet, Delegato Episcopale per la Prossimità.

  • “Le povertà incontrate nei Centri di Ascolto e Servizi Segno Caritas della Diocesi di Concordia – Pordenone” A cura della dott.ssa Adriana Segato, Vice direttrice Caritas Diocesana e referente del Centro di Ascolto Diocesano.

  • Approfondimenti dai rapporti sulle povertà di Caritas Italiana A cura della dott.ssa Vera Pellegrino, Caritas Italiana (Servizio Studi e Ricerche in Italia e nel Mondo).

  • Conclusioni A cura del dott. Andrea Barachino, Direttore Caritas Diocesana Concordia-Pordenone.

scarica la locandina

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Fragilità intrecciate
Report del Centro di Ascolto Diocesano Caritas di Pordenone

La povertà e le situazioni di disagio ad essa connesse nel territorio della diocesi di Concordia-Pordenone sono state delineate venerdì scorso, con la presentazione della relazione annuale stilata dalla Caritas diocesana. Il quadro generale dice che anche quest’anno la nazionalità più presente è ancora quella italiana, con 452 persone, recensite dalle 32 parrocchie che hanno visto passare anche 1168 stranieri. Tra questi si dividono i primi tre posti quelli provenienti dai Marocco (201 presenze), Ghana (140 presenze) e Brukina Faso (114 presenze). Le parrocchie hanno incontrato 1620 nuclei famigliari, 236 in più rispetto al 2024, per un totale di 5.549 persone, 840 in più rispetto all’anno precedente. Il trend in crescita non è sicuramente un dato positivo. La fragilità è presente soprattutto tra le persone più mature, fra gli italiani, e anche questo è un dato che cresce, mentre tra gli stranieri il picco si ha nella fascia di età tra i 35 e i 44 anni.

Al netto delle persone sole (22 per cento), i nuclei famigliari sono composti in media da 4 persone, e questo mette in evidenza la presenza di minori nelle famiglie in povertà. La maggior parte abita in alloggi in locazione, alcune anche in case di proprietà, cosa che non protegge dalla povertà. Neppure il fatto che ci sia un lavoratore in famiglia è garanzia di un livello di vita accettabile: è la questione del lavoro povero, che non garantisce un reddito sufficiente alla dignitosa sopravvivenza. Soltanto il 37 per cento delle persone è disoccupato, l’altro è impiegato, a volte in lavori precari, oppure pensionato. Come la questione salute: il 10 per cento delle famiglie in difficoltà deve fare i conti con la malattia, e non pochi rinunciano a curarsi. I servizi erogati dalle parrocchie sono stati nella maggior parte alimentari: l’ascolto è al secondo posto, la richiesta di informazioni al terzo, quella di vestiario al quarto posto.

Anche il Fondo diocesano continua ad essere una risorsa molto utilizzata dalle parrocchie: sono stati aiutati 71 nuclei famigliari, per un totale di 226 persone. Gli italiani rappresentano il 46 per cento dei nuclei. Il supporto del fondo è richiesto maggiormente per coprire spese legate alla casa: locazioni, utenze, spese condominiali. Sono stati erogati circa 80 mila euro, in diminuzione rispetto al 2024, ma di più rispetto agli ultimi tre anni.

Il Centro di Ascolto diocesano di Casa Madonna Pellegrina ha visto un lieve aumento di lavoro rispetto all’anno precedente, avendo incontrato 427 nuclei famigliari, per un totale di 676 persone, con complessivi 1.120 accessi. L’impegno è stato assorbito dalle esigenze di persone singole in attesa di accoglienza transitati sul territorio: l’incidenza della popolazione straniera è infatti molto alta, con il 92 per cento degli accessi, in maggioranza uomini (83 per cento), provenienti soprattutto da Pakistan, Afghanistan e Nepal, con un’età media molto giovane. Quasi il 70 per cento presenta problematiche abitative, che tuttavia si risolvono, in tempi più o meno lunghi, attraverso l’inserimento nel sistema di accoglienza istituzionale, quindi hanno percorsi diversi rispetto a chi si trova in condizione di grave emarginazione. Da rilevare la presenza di più problematiche soprattutto tra gli italiani.

Casa Madonna Pellegrina ospita dieci nuclei famigliari nei dieci appartamenti a disposizione, con un turn over assente, segno che non si sono modificate le difficoltà nella ricerca di una casa.

Per quanto riguarda la grave marginalità, le persone si sono incontrate nell’asilo notturno La Locanda, nello Spazio diurno e servizio docce. La Locanda ha risposto a diversi territori della diocesi accogliendo 52 persone, con una percentuale del 46 per cento di italiani, in maggioranza con più di 55 anni, mentre l’anno prima erano state 38 in accoglienze di lungo periodo. Significativa la presenza di neomaggiorenni usciti da comunità: sono gli ex minorenni non accompagnati. Come significativa è la presenza di lavoratori, che evidenziano ancora una volta la difficoltà di trovare un’abitazione. Accanto alla problematica abitativa, lavorativa ed economica, più della metà presenta problematiche legate alla condizione di salute e dipendenza.

Hanno usufruito del Servizio diurno 176 persone, per un totale di 1.434 accessi con una significativa presenza di giovani sotto i 34 anni, principalmente uomini, ma c’è stata anche    qualche presenza femminile, che non si era registrata prima. La maggior parte delle persone proviene dalla strada. Queste persone sono residenti in diverse parti del territorio diocesano, solo il 16 per cento gravita sul dormitorio: la maggior parte sono richiedenti asilo, un 8 per cento sono dipendenti da sostanze, l’11 per cento dipendente da alcol e 3 per cento con disagio psicologico.

Il Servizio docce è stato utilizzato da 76 persone, di cui 1 donna, principalmente stranieri. Il totale degli accessi è stai 186.

Altro servizio molto importante è l’Emporio Solidale: sono stati 232 i nuclei famigliari che hanno visitato l’Emporio, numero inferiore al 2025, mentre il totale delle persone servite  sono aumentate a 804, di cui 371 di cittadinanza non italiana. La presenza di minori di 6 anni è stata di 75, mentre i minori di 16 anni sono stati 235; le persone con più di 65 anni 74. I nuovi accessi sono stati 39.

Martina Ghersetti

Ufficio Stampa Caritas Concordia-Pordenone

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Povertà, un’Italia sempre più fragile: tra disagio sociale e salute mentale

Non è più soltanto una questione di reddito. La povertà in Italia assume sempre più i contorni di un fenomeno complesso, fatto di fragilità che si intrecciano e si rafforzano a vicenda. I numeri parlano chiaro: negli ultimi anni le famiglie in povertà assoluta sono aumentate in modo significativo, segno di una condizione ormai strutturale e non più emergenziale.

A emergere con forza è soprattutto il carattere multidimensionale del disagio. Non si tratta solo di difficoltà economiche, ma anche di precarietà abitativa, disoccupazione, isolamento sociale e carichi familiari pesanti. Sempre più persone vivono situazioni in cui più problemi si sommano, rendendo difficile qualsiasi percorso di uscita.

In occasione della presentazione serale della Relazione del Centro di Ascolto, si è voluto dare spazio anche ai più recenti rapporti di Caritas Italiana. In particolare, “Fuori Campo. Lo sguardo della prossimità – Rapporto sulla povertà ed esclusione sociale in Italia 2025” e “Povertà e salute mentale. Relazione circolare e diritti negati” sono stati al centro dell’approfondimento. Alcuni contenuti sono stati illustrati da Vera Pellegrino del Centro Studi di Caritas Italiana, che ha curato parte delle analisi qualitative, realizzate anche con il coinvolgimento di operatori della Caritas diocesana di Concordia- Pordenone.

Dai rapporti emerge con chiarezza un dato: la povertà non si presenta quasi mai da sola. Le situazioni più gravi sono quelle in cui si accumulano più forme di disagio, dando origine a quella che viene definita “povertà cumulata”. In questi casi, la vulnerabilità diventa più profonda e duratura, spesso difficile da spezzare.

Particolarmente rilevante è il legame tra povertà e salute mentale. Si tratta di una relazione circolare: da un lato le difficoltà economiche e sociali aumentano il rischio di sviluppare disturbi psicologici, dall’altro il disagio mentale può compromettere lavoro, relazioni e autonomia, alimentando ulteriormente la marginalità. Un circolo vizioso che colpisce in modo trasversale diverse fasce della popolazione.

Le esperienze raccolte nei servizi Caritas raccontano storie segnate da solitudine, precarietà e fatica quotidiana. Tra i profili più fragili emergono persone senza dimora, anziani soli, padri separati in difficoltà economica, donne vittime di violenza, giovani alle prese con ansia e depressione, ma anche persone con background migratorio segnate da percorsi complessi e spesso traumatici.

A rendere il quadro ancora più critico è la difficoltà di accesso ai servizi, in particolare quelli legati alla salute mentale. Tempi di attesa lunghi, costi elevati e carenza di strutture rischiano di trasformare il diritto alla cura in un privilegio per pochi, ampliando ulteriormente le disuguaglianze.

Di fronte a questo scenario, appare evidente che gli interventi basati esclusivamente su aiuti economici non bastano più. Serve un cambio di passo: politiche integrate, capaci di affrontare insieme le dimensioni economiche, sociali e sanitarie del problema.

La sfida è quella di riconoscere la complessità della povertà contemporanea e costruire risposte altrettanto complesse. Non solo assistenza, ma percorsi di inclusione e autonomia, in grado di restituire dignità e futuro alle persone.