"Alleggerire la nave per salvare l'essenziale": in cammino verso l'Assemblea Pastorale Diocesana

Assemblea Pastorale Diocesana

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La nostra Chiesa di Concordia-Pordenone si rimette in cammino. A conclusione di un tratto importante del nostro percorso sinodale, il Vescovo Giuseppe convoca tutta la comunità diocesana per un momento prezioso di sosta e di ascolto: l’Assemblea Pastorale Diocesana.
Viviamo un tempo complesso, segnato spesso da fragilità, ma proprio ora siamo chiamati a chiederci con onestà se siamo ancora capaci di annunciare il Vangelo con decisione, oppure se prevale la stanchezza. L’obiettivo di questa Assemblea non è erigere un “muro del pianto” o fare un elenco di ciò che non funziona, ma narrare la vita che c’è nelle nostre comunità parrocchiali e associative.
L’immagine guida: Il naufragio di San Paolo Ad illuminare i nostri lavori sarà un’immagine biblica forte: il viaggio burrascoso di San Paolo verso Roma (At 27, 9-44). Durante la tempesta, per evitare il naufragio e salvare la vita di tutti, Paolo suggerisce una scelta dolorosa ma necessaria: “alleggerire la nave”, gettando a mare il superfluo. Anche noi, oggi, di cosa dobbiamo alleggerirci – abitudini, linguaggi, strutture burocratiche – perché il Vangelo possa correre libero?. È un atto di fiducia per salvare l’essenziale: l’annuncio del Signore Gesù.
Come si svolgerà l’Assemblea? L’Assemblea non sarà un evento calato dall’alto, ma un processo diffuso sul territorio, vissuto con il fecondo metodo della Conversazione nello Spirito, per imparare ad ascoltarci davvero. Il percorso si svilupperà in due tappe fondamentali:
  • 1. Fase Inter-foraniale (L’ascolto sul territorio): Ci ritroveremo in piccoli “cenacoli” di ascolto, dalle 20.30 alle 22.15, suddivisi per zone.
    • Lunedì 13 aprile: a Zoppola (per le foranie Spilimbergo e San Vito).
    • Martedì 14 aprile: a Pordenone in Seminario (per le foranie Pordenone e Azzano).
    • Mercoledì 15 aprile: a Portogruaro, parr. Beata Maria Vergine Regina (per foranie Basso Livenza e Portogruaro).
    • Mercoledì 15 aprile: a Roveredo (per le Foranie Alto Livenza e Maniago).
  • 2. Fase Diocesana (Il momento unitario): Giovedì 23 Aprile ci ritroveremo tutti insieme a Pordenone per raccogliere quanto emerso dai territori, condividerlo con il Vescovo e rilanciare il cammino per il prossimo biennio.
Chi è invitato? L’invito è rivolto ai presbiteri, diaconi, consacrati, membri dei Consigli Pastorali e responsabili delle aggregazioni laicali e i delegati che hanno partecipato all’Assemblea Sinodale
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Fase plenaria – 23 aprile

Intervento/meditazione del Vescovo Giuseppe QUI

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I frutti della Fase Inter-foraniale – Documento di sintesi

A due anni dalla Lettera Pastorale del Vescovo Giuseppe, la nostra Chiesa diocesana si è riunita in un capillare esercizio di ascolto attraverso i tavoli inter-foraniali. Guidati dal metodo della Conversazione nello Spirito, i partecipanti hanno condiviso la consolazione di scoprirsi compagni di viaggio in un tempo di “cambiamento d’epoca”, riconoscendo che “siamo tutti sulla stessa barca”.
Ispirandosi al naufragio di San Paolo, l’obiettivo del discernimento è stato chiaro: “alleggerire la nave”, gettando a mare il superfluo per salvare l’essenziale, ovvero la gioia dell’annuncio del Vangelo.
I Germogli e le “Potature” necessarie L’ascolto ha fatto emergere una mappa onesta delle nostre comunità. Da un lato, fioriscono splendidi germogli di vitalità: il ritorno alla centralità della Parola (con percorsi come l'”Alfabeto della Fede”), le “chiese domestiche”, il risveglio della responsabilità dei laici e nuove iniziative giovanili. Dall’altro lato, persistono pesanti “zavorre” da potare: la “bulimia del fare” (il troppo attivismo e le riunioni inconcludenti), l’eccesso di burocrazia, il campanilismo e un’Iniziazione Cristiana che fatica ad attrarre giovani e famiglie.
Da questa analisi, il Documento di Sintesi traccia la rotta futura attorno a quattro macro-temi fondamentali:
  • 1. Dalla Parrocchia alla Comunità Pastorale: Il modello della parrocchia isolata è tramontato. Si chiede di passare a “Comunità Pastorali relazionali”, dove le parrocchie siano anelli della stessa catena, evitando duplicati e frammentazioni. È urgente una vera corresponsabilità: per alleggerire i sacerdoti, si propone uno “sportello” con professionisti (amministratori, tecnici) che si occupino della burocrazia, permettendo al prete di tornare a fare il pastore. Si richiede inoltre la valorizzazione delle “figure di giuntura” e un maggior riconoscimento delle donne nei ruoli decisionali.
  • 2. Generare alla Fede: La trasmissione della fede necessita di un rinnovamento radicale. L’appello è di “scardinare la struttura delle classi” del catechismo, che imita la scuola, privilegiando figure che siano “più testimoni, meno insegnanti”. Al centro devono tornare le famiglie e gli adulti, passando a una “catechesi dal basso”. Emerge forte l’urgenza di affrontare il ruolo ormai svuotato dei padrini e delle madrine e la necessità vitale di scommettere sui giovani (i grandi assenti), affidando loro reali responsabilità.
  • 3. Celebrare la Vita: C’è una grande sete di spiritualità ed essenzialità. I fedeli chiedono di superare liturgie “desuete” o tristi, curando l’animazione, il canto e proponendo omelie brevi e ricche. Particolare attenzione è richiesta per i funerali, che non vanno “sbrigati”, ma curati attivando percorsi per non lasciare sole le famiglie in lutto. Fondamentale è il ritorno al silenzio e alla preghiera comunitaria, in particolare attraverso l’Adorazione Eucaristica e la Lectio Divina.
  • 4. Una Chiesa in Uscita: La Chiesa è chiamata a essere “lievito” impastato nel mondo. Questo si traduce in un “Pronto Soccorso” relazionale che accoglie senza giudicare, accompagnando chi vive situazioni affettive complesse (separati, conviventi, coppie omoaffettive). Le Caritas sono invitate a curare la più grande delle nuove povertà: la solitudine. Serve una vera “liturgia della strada” che porti il Vangelo nei luoghi di vita quotidiana e si impegni per la pace e la giustizia sul territorio.
Cosa teniamo nella barca? Al termine di questa traversata, la domanda decisiva non è solo cosa gettare via, ma “cosa tenere”. A bordo resta l’essenziale: la centralità della Parola di Dio, l’Eucaristia e la bellezza delle relazioni autentiche e fraterne.
Come ricorda il documento, la missione oggi non è contarsi per vedere quanti siamo, ma spargere il seme con gioia e speranza, imparando a “godersi il viaggio”.
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LOGO

Il Significato del Logo: In viaggio verso l’essenziale

Il logo dell’Assemblea Pastorale Diocesana 2026 racchiude, in linee essenziali, l’icona biblica che guida la nostra riflessione: il viaggio della nave di San Paolo (Atti 27) e il coraggioso invito del Vescovo ad “alleggerire la nave”.

Ogni elemento visivo è un richiamo al percorso che siamo chiamati a compiere:

  • La barca sulle onde: Al centro dell’immagine circolare, una barca a vela solca le onde azzurre del mare. Rappresenta la nostra Chiesa diocesana che non resta ferma e rassicurata nel porto, ma accetta la sfida di navigare nel tempo presente.
  • Le zavorre gettate in mare: Sotto la superficie dell’acqua, si intravedono dei pesi sferici legati a dei fili che scendono verso il fondale. È la traduzione visiva del nostro mandato: per non naufragare nelle complessità di oggi, dobbiamo avere il coraggio di gettare a mare i carichi superflui. Questi pesi rappresentano ciò che affatica il nostro annuncio.
  • Il grande sole della speranza: Alle spalle dell’imbarcazione sorge un sole luminoso e dorato che riempie l’orizzonte e contrasta con il blu scuro del cielo. È la luce del Vangelo e la presenza dello Spirito. Ci ricorda che alleggerire la nave non è un atto di rassegnazione, ma un gesto di profonda speranza: serve a fare spazio a un’alba nuova e a concentrare le nostre energie sull’essenziale.
  • La forma circolare: Il logo è racchiuso in un cerchio perfetto, simbolo di unità, di sinodalità e di quell’abbraccio fraterno che si sperimenterà nel camminare insieme.
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Infografie