Da oltre cinque anni viene celebrato, il secondo mercoledì di ogni mese, presso il santuario della Madonna delle Grazie in Pordenone, una Santa Messa detta di misericordia, consolazione, liberazione e guarigione. Certo, ogni Eucaristia fa memoria della passione, morte e risurrezione di Gesù che ha portato a compimento il dono della salvezza e la piena liberazione dal male e dal Maligno. Ha sconfitto per sempre il potere del “principe di questo mondo“ (Gv 12,31) ma la sua malefica azione ordinaria (le tentazioni) e straordinaria (forme di possessione, vessazione, ossessione e infestazione diabolica) continua ad essere esercitata fino al termine della storia dell’umanità.
La Santa messa di misericordia, liberazione, a cui regolarmente partecipano dalle 400 alle 500 persone ha queste finalità: il rafforzamento della fede che si esprime nella preghiera, la meditazione della Parola di Dio, l’adorazione eucaristica, la riconciliazione sacramentale, le opere di carità e l’impegno della testimonianza del nostro battesimo.
Chi partecipa viene coinvolto da un profondo clima di preghiera, di calma e serenità interiore, di un silenzio che rassicura il cuore alla speranza e alla forza che viene dallo Spirito. Sono molti ad avvertire questo momento forte di ricarica spirituale anche perché, così afferma Papa Francesco “Oggi assistiamo a uno strano fenomeno riguardo al demonio. A un certo livello culturale, si ritiene che semplicemente non esista. Sarebbe un simbolo dell’inconscio collettivo, o dell’alienazione, insomma una metafora. Ma «la più grande astuzia del demonio è far credere che non esiste», come ha scritto qualcuno (Charles Baudelaire). È astuto: lui ci fa credere che non esiste e così domina tutto. È furbo. Eppure il nostro mondo tecnologico e secolarizzato pullula di maghi, di occultismo, spiritismo, astrologi, venditori di fatture e di amuleti, e purtroppo di sette sataniche vere e proprie. Scacciato dalla porta, il diavolo è rientrato, si direbbe, dalla finestra. Scacciato dalla fede, rientra con la superstizione. E se tu sei superstizioso, incoscientemente stai dialogando con il diavolo. Con il diavolo non si dialoga. […]
La tecnologia moderna, ad esempio, oltre a tante risorse positive che vanno apprezzate, offre anche innumerevoli mezzi per “dare occasione al diavolo”, e molti vi cadono. Pensiamo alla pornografia in rete, dietro la quale c’è un mercato fiorentissimo, lo sappiamo tutti. È il diavolo che lavora, lì. È questo un fenomeno assai diffuso, da cui i cristiani devono però ben guardarsi e che devono rigettare con forza. Perché qualsiasi telefonino ha accesso a questa brutalità, a questo linguaggio del demonio: la pornografia in rete.” (Udienza generale del mercoledì, 25 settembre 2024)
Don Piero Cesco

