La XXXIV Giornata Mondiale del Malato, che si celebra l’11 febbraio 2026, invita tutta la comunità ecclesiale a volgere lo sguardo verso chi vive la malattia, la fragilità e la solitudine. Istituita da San Giovanni Paolo II, questa Giornata vuole rafforzare la preghiera per i malati, valorizzare il servizio di quanti se ne prendono cura e rinnovare la vicinanza pastorale della Chiesa.
Il motto scelto per quest’anno – «La compassione del Samaritano: amare portando il dolore dell’altro» – richiama una carità che non resta distante, ma si fa prossimità concreta. Nel Vangelo Gesù stesso si identifica con chi è nel bisogno: «Ero malato e mi avete visitato» (Mt 25). Ogni visita a una persona malata diventa così un incontro con Cristo, per chi riceve e per chi dona vicinanza.
In occasione della Giornata del Malato, l’Ufficio Nazionale per la Pastorale della Salute della CEI mette a disposizione le tradizionali immaginette di preghiera, distribuite alle parrocchie anche in formato digitale insieme alla lettera del Santo Padre. Un piccolo segno che può accompagnare la visita, diventando gesto di attenzione, consolazione e invito alla preghiera.
Le parrocchie sono invitate a valorizzare questa ricorrenza con la celebrazione eucaristica, con visite ai malati, con semplici segni di prossimità e con particolare attenzione alle persone sole, agli anziani, ai malati cronici e ai familiari che assistono.
A livello diocesano, sabato 8 febbraio alle ore 15.30, sarà celebrata una Santa Messa solenne presieduta dal vescovo mons. Giuseppe Pellegrini presso la Chiesa del Seminario Diocesano. Al termine seguirà un rinfresco nel salone del Seminario.
La Giornata Mondiale del Malato ricorda che la Chiesa è davvero Chiesa quando si fa vicina, quando entra nelle case, nelle stanze d’ospedale e accanto ai letti di chi soffre, portando il Vangelo della speranza.


