LIBERI PER AMARE E PER SERVIRE

Lettera pastorale del Vescovo Giuseppe per gli anni 2026-27 e 2027-2028

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📝 Breve Descrizione
La Lettera pastorale «Liberi per amare e per servire» traccia la rotta della Diocesi di Concordia-Pordenone per il biennio 2026-2028. Frutto maturo del lungo Cammino sinodale avviato nel 2021, il documento invita comunità, laici e presbiteri a superare la paura del cambiamento, ricordando che la vera misura del cristianesimo è la capacità di rinascere. Attraverso il modello mariano dell’Annunciazione e della Visitazione e l’immagine simbolo della statua della Madonna con il Bambino di Vito d’Asio (restaurata dopo le ferite del terremoto del 1976), il Vescovo Giuseppe indica quattro atteggiamenti di fondo e tre scelte pastorali concrete per costruire una Chiesa snella, accogliente e corresponsabile.

Introduzione

Può una statua di legno frantumata da un terremoto insegnarci a ricostruire una comunità moderna? La Lettera Pastorale “Liberi per amare e per servire” (2026-2028) del Vescovo Giuseppe Pellegrini usa questa potente metafora per guidare la Diocesi di Concordia-Pordenone verso un profondo rinnovamento sinodale. Questo cammino ci sfida a spogliarci del superfluo per riscoprire l’essenziale della fede, dell’amore e del servizio.
Al termine di questa lezione sarai in grado di:
  • Comprendere la differenza tra la libertà individuale e la vera “libertà per amare” secondo la visione cristiana.
  • Identificare i quattro atteggiamenti di fondo necessari per affrontare il cambiamento d’epoca.
  • Esplorare le riforme concrete della pastorale, dall’iniziazione cristiana alle nuove regole per padrini e madrine.
  • Analizzare il concetto di corresponsabilità differenziata e la valorizzazione del ruolo della donna nella Chiesa.

La vera libertà e il Cammino Sinodale

Il Cammino sinodale non è un semplice dibattito democratico basato sulla maggioranza, ma un percorso di ascolto e comunione che affonda le sue radici nel Concilio Vaticano II. In un’epoca postmoderna caratterizzata da una radicale pluralità, la Chiesa è chiamata a cambiare forma per rimanere fedele al Vangelo.
Ma di quale libertà abbiamo bisogno in questo cammino? Il Vescovo Giuseppe, ispirandosi a San Tommaso d’Aquino, evidenzia tre livelli di libertà:
  1. Libertà da condizionamenti esterni: La sfera psicologica che ci impedisce di essere schiavi delle nostre paure.
  2. Libertà di scelta: La capacità di prendere decisioni autonome, che rischia però di ridursi a un atto egoistico.
  3. Libertà per amare: La forma più alta, dono dello Spirito Santo, che supera l’egoismo e ci spinge a donarci agli altri.
Il modello perfetto di questa libertà trasformata in dono è Maria. Nell’Annunciazione dice il suo “Sì” fiducioso a Dio, spogliandosi dei suoi progetti personali; nella Visitazione, si mette in viaggio “in fretta” per servire la cugina Elisabetta, dimostrando che non esiste vero amore senza servizio.
Pensa alla statua della Madonna con il Bambino di Vito d’Asio, danneggiata dal terremoto del 1976 e sapientemente restaurata. Come quella statua, anche le nostre vite e le nostre parrocchie portano ferite e cicatrici, ma la cura e l’amore possono trasformarle in capolavori di risurrezione.

I quattro atteggiamenti di fondo

Prima di decidere “che cosa” fare, la comunità deve sintonizzarsi su “come” agire. La Lettera Pastorale individua quattro disposizioni d’animo essenziali per dissodare il terreno interiore delle parrocchie:
  • Liberarsi dal superfluo: Come nel naufragio di San Paolo (Atti 27), per salvare la vita bisogna alleggerire la nave. Dobbiamo abbandonare le abitudini stanche, le strutture pesanti e i fardelli burocratici per diventare una Chiesa più agile e missionaria.
  • Disponibili a ricostruire: A 50 anni dal terremoto del Friuli, la Chiesa vive un sisma silenzioso: la crisi di partecipazione, la frammentazione sociale e la fede abitudinaria. La ricostruzione di oggi non richiede mattoni fisici, ma “pietre vive” capaci di tessere relazioni umane autentiche.
  • Sentirsi corresponsabili: Grazie al Battesimo, tutti siamo responsabili della vita della comunità. Dobbiamo superare lo schema che vede i laici come semplici “collaboratori” del clero, riconoscendoli come veri corresponsabili.
  • Liberi per amare: L’amore e il servizio sul modello di Gesù (che lava i piedi ai discepoli) richiedono gratuità assoluta. Siamo liberi da ciò che ci ingombra per fare della nostra vita un dono d’amore per il prossimo.

Scelte Pastorali

Sapienza Pastorale: preghiera, povertà e accompagnamento

La “Sapienza Pastorale” è l’arte di condurre bene la propria vita e orientare le comunità all’incontro con Cristo. Questa sapienza si traduce in tre grandi ambiti d’azione:
1. Cura della propria interiorità C’è una forte richiesta di spiritualità autentica. La lettera suggerisce di rimettere al centro la Parola di Dio attraverso la Lectio Divina, l’adorazione eucaristica (anche a misura di bambino) e la cura di una liturgia partecipata ed evangelizzatrice.
2. Attenzione alle nuove povertà e alle solitudini Le Caritas parrocchiali devono trasformarsi in spazi di relazione umana, combattendo la solitudine degli anziani e delle famiglie in difficoltà. La Chiesa è chiamata a essere accogliente ed inclusiva a 360 gradi, avviando percorsi di accompagnamento per situazioni affettive complesse, disabilità e dialogando apertamente con la società civile.
3. Una Chiesa che sa accompagnare Dobbiamo superare una pastorale puramente burocratica. Gli uffici parrocchiali devono diventare spazi di ascolto e le celebrazioni domenicali devono essere seguite da momenti di convivialità fraterna. Per risolvere i conflitti interni, la lettera propone il metodo dell'”opposizione polare” (et-et) rispetto al voto di maggioranza (aut-aut), cercando soluzioni che valorizzino la diversità.

Comunità Generative e l’Iniziazione Cristiana

Il modello tradizionale di trasmissione della fede, basato sulla “scuola di catechismo a classi”, è profondamente in crisi. Spesso i ragazzi si allontanano subito dopo aver ricevuto i sacramenti. La proposta è una vera e propria rivoluzione copernicana:
  • Catechesi esperienziale: Passare da un’impostazione scolastica a una catechistica finalizzata all’evangelizzazione, basata sull’annuncio dell’amore di Dio (Kerygma) e su incontri quindicinali con momenti di convivialità (es. la pizza insieme).
  • Gruppi misti per età: Superare le classi scolastiche in favore di fasce d’età più ampie (es. 7-10 anni, 11-13 anni).
  • Coinvolgimento dei genitori: Valorizzare l’esperienza dell'”Alfabeto della fede”, dove gli adulti si confrontano sui temi della vita mentre i figli fanno catechismo.
Le Nuove Regole per Padrini e Madrine (da Settembre 2027) Per evitare il “fai da te” e garantire figure che testimonino realmente la fede, la Diocesi stabilisce che:
  1. Padrino e madrina devono essere credenti e praticanti attivi nella comunità.
  2. La scelta deve essere fatta dai genitori insieme al parroco e ai catechisti.
  3. Se non si trovano figure idonee, i genitori stessi possono presentare i figli ai sacramenti (senza padrini), oppure la figura può essere individuata all’interno della comunità parrocchiale.

Corresponsabilità differenziata: il Ruolo dei laici e delle donne

La Chiesa non è una struttura piramidale in cui il sacerdote decide tutto e i laici eseguono. La corresponsabilità, radicata nel Battesimo, abbatte la tentazione del clericalismo, che “addormenta la fede dei laici e isola i sacerdoti”.
La Valorizzazione delle Donne Le donne sostengono la maggior parte delle attività ecclesiali. La lettera chiede con forza di passare da un servizio solo pratico a una piena corresponsabilità decisionale: “Tutta la Chiesa è chiamata a riconoscere nelle donne la loro piena dignità nel pensare, progettare e guidare la pastorale”, inclusa la presidenza delle celebrazioni non eucaristiche.
Comunità Pastorali e Figure di Giuntura Le tradizionali parrocchie geografiche non corrispondono più alla vita delle persone. Per questo, la Diocesi punta sulle Comunità Pastorali (unioni di parrocchie vicine) guidate da Consigli unitari.
All’interno di queste strutture nascono le “figure di giuntura”: laici e laiche corresponsabili che fungono da connettori e mediatori tra le singole comunità, la parrocchia e la diocesi, favorendo la pastorale di rete.
Anche la figura del prete sta cambiando: non più amministratore solitario o ‘padrone’ della parrocchia, ma fratello di fede che condivide le decisioni con i laici, delegando la gestione economica a professionisti competenti per dedicarsi interamente all’ascolto e alla cura spirituale delle persone.

Sintesi

La lettera pastorale “Liberi per amare e per servire” ci lascia con questi punti chiave:
  • La vera libertà non è l’assenza di legami, ma la capacità di donarsi e servire con amore gratuito sul modello di Maria.
  • Abbandonare il superfluo è una necessità vitale per la Chiesa d’oggi; le difficoltà e i cambiamenti d’epoca sono opportunità per rinascere.
  • La catechesi deve cambiare volto, abbandonando la struttura scolastica per diventare un cammino esperienziale che coinvolge gli adulti e valorizza la testimonianza dei padrini.
  • La corresponsabilità battesimale richiede una collaborazione paritaria tra clero e laici, con una presenza decisionale forte delle donne e l’attivazione delle Comunità Pastorali.

 

Presentazione lettera pastorale

Spilimbergo – Teatro “Miotto” – 13 settembre 2026

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