Omelia Domenica delle Palme Pordenone, Concattedrale 28 marzo 2021

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Omelia Domenica delle Palme

Pordenone, Concattedrale 28 marzo 2021

 

Saliamo anche noi con Gesù a Gerusalemme insieme ai discepoli e a numerose persone che con gioia gridavano: “Osanna al Figlio di Davide. Benedetto colui che viene nel nome del Signore” (Matteo 21,9). L’ingresso a Gerusalemme non è di un re, ma di uno che sta per donare la sua vita per il bene di tutti. Il suo volto non è di un potente o di un forte, ma di un uomo mite e umile di cuore. Gesù cammina davanti, per guidaci e per dirci che con Lui la vita ricevere un significato ancora più forte, perché ci offre la possibilità di sconfiggere il dolore e la morte. È il momento di metterci dietro di Lui, di ascoltare la sua Parola, di stare con Lui, senza temere perché è la nostra pace. Ma al centro di questa domenica sta la Croce. Con il racconto della passione e morte di Gesù, entriamo in un’altra prospettiva: Gesù viene tradito e abbandonato perfino dai suoi amici più cari.

Questa domenica ci mostra con evidenza i due movimenti della vita di Gesù, proclamato re e poi crocifisso, e incrocia anche le varie contradizioni della nostra vita: gioia e sofferenza, speranza e delusione, amore e odio.  Quella morte che sembra a noi una sconfitta, fu in realtà una vittoria, la vittoria del bene sul male, della vita sulla morte. Mai come in questo tempo di pandemia, stiamo sperimentando questa realtà che è un intreccio di sentimenti in un momento di paura, di delusione ma anche di speranza. L’anno scorso non fu possibile celebrare la settimana Santa e il Triduo pasquale, mentre, pur con paura e rispettando le indicazioni che ci sono date, quest’anno possiamo ritrovarci come comunità cristiana a celebrare la grazia della Pasqua. Ringraziamo il Signore. L’essere ancora immersi in questa grave situazione di prolungata pandemia, ci permette di ascoltare il gemito dell’umanità e della creazione che attendono la pienezza della rivelazione, un mondo nuovo, dove il male e la morte saranno sconfitti.

Desidero per un momento richiamare la vostra attenzione su un passaggio del racconto della passione secondo l’evangelista Marco. Particolare che ci viene narrato anche dagli evangelisti Matteo e Luca. “Il centurione, che si trovava di fronte a lui, avendolo visto spirare in quel modo, disse: davvero quest’uomo era Figlio di Dio” (15,39). Viene facile domandarci: ma cosa ha visto il centurione, lui che era un pagano? cosa lo ha colpito della morte di Gesù? Sulla croce muoiono tutte le false immagini di Dio. Di un dio potente e lontano, di un dio che non si interessa degli altri e delle loro sofferenze, di un dio che l’uomo si è costruito. Ha visto un uomo che per mostrare la sua grandezza sceglie non la prepotenza e la forza ma la debolezza e la povertà. Ha visto il Figlio di Dio che non si sente abbandonato dal Padre, chiamandolo Abbà, rinnovandogli la sua fiducia e il suo abbandono senza riserve. Ha visto il Figlio di Dio che ama e che perdona, offrendo al ladrone pentito la salvezza eterna.

Carissimi, in questa settimana vi invito a dedicare un po’ di tempo per meditare e riflettere sull’immenso amore che spinse Gesù a morire in croce per noi, sulla passione di Dio che cerca l’umanità, su un amore da vivere fino alla fine, costi quel che costi, fino a dare la vita. La croce è la rivelazione suprema di Dio che è amore. Solo Dio poteva morire in quel modo! Questo è il messaggio che siamo chiamati a portare nel mondo di oggi. Tante persone care ci hanno lasciato, la situazione sociale ed economica è sempre più faticosa e difficile. Il Covid-19 ha accelerato gli atteggiamenti di individualismo, di ricerca del benessere che non tiene conto degli altri, illudendoci di trovare la felicità a basso costo. La passione di Gesù ci aiuti a ritrovare il senso della vita vera, che è volere bene agli altri, a partire dalle nostre famiglie e dalle persone che incontriamo. Buona Settimana Santa.

 

 

                                                                       + Giuseppe Pellegrini,

vescovo

Pordenone
28/03/2021
Vicolo della Fontana, 33170 Pordenone, Friuli Venezia Giulia Italia