Omelia Festa della Natività della Vergine Maria

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Diocesi Concordia Pordenone

Omelia Festa della Natività della Vergine Maria

Santuario Madonna delle Grazie, Pordenone 8 settembre 2021

 

L’antifona al Benedictus della liturgia delle Lodi, ci aiuta a dare una intonazione gioiosa alla festa di oggi: “La tua nascita, vergine Madre di Dio, ha annunciato la gioia al mondo intero: da te è nato il sole di giustizia, Cristo nostro Signore”. Ogni bambino che nasce è un momento di gioia e di festa per lui che viene al mondo, per la sua famiglia e per l’umanità intera. Certamente lo è stato ancora di più per Maria, che ci ha portato il figlio di Dio, Gesù, sole che illumina ogni persona. Proprio per questo la Chiesa fin dagli inizi ha collocato Maria in un posto centrale della vita cristiana. il Concilio Vaticano Secondo, ritornando alla sobrietà delle Scritture, ha collocato la riflessione su Maria all’interno della storia della salvezza e quindi all’interno della Chiesa, nel capitolo VIII della Lumen Gentium, rendendo la figura di Maria ancora più grande e più vicina a tutta l’umanità. Maria è dentro la Chiesa e come madre ha generato Gesù. Anche lei si è messa alla sua sequela e come prima discepola lo ha ascoltato, mettendo in pratica la parola di Dio. I veri legami non sono quelli della carne, ma quelli della fede, di chi ascolta la Parola e la mette in pratica.

Nel celebrare oggi la festa della nascita di Maria, la Chiesa vede in questo avvenimento l’aurora che precede la luce che è Gesù, nostra salvezza; così come l’aprirsi sulla terra, coperta dal male e dal peccato, di un fiore che porta gioia e speranza a tutta l’umanità. Quando Maria venne al mondo, Dio era già all’opera per preparare l’umanità tutta ad accogliere suo figlio Gesù. Ci ha ricordato san Paolo: “Quelli che da sempre ha conosciuto, Dio li ha anche predestinati ad essere conformi all’immagine del figlio suo”(Romani 8,29). Dio ci ama e ci vuoi bene aldi la della nostra volontà e dei nostri meriti, aiutandoci a superare tutte le fatiche e incertezze del tempo presente, rivolgendo a tutti per mezzo di suo figlio Gesù, la chiamata alla santità. È una chiamata universale ad essere figli e fratelli tra di noi in Cristo. Nel lungo racconto delle generazioni, sintesi teologica più che storica, si vede lo svelarsi del progressivo disegno di Dio, che si intreccia con la vita reale delle persone, spesso anche con i peccatori, che porta alla realizzazione del suo progetto di salvezza.

Carissimi, noi oggi siamo qui per contemplare e accogliere questo progetto di Dio, perché continui attraverso di noi, l’opera di salvezza del mondo. Maria, la prima credente, fa da capofila. Noi siamo qui per imparare a vivere come lei. Importante è non tenere Maria lontana e fuori dal nostro vissuto e dalla nostra vita. Scriveva Santa Teresa di Lisieux: “Perché una predica sulla Vergine mi faccia dire bene, mi deve far vedere la sua vita reale, e non la vita fantastica; e sono sicuro che la sua vita reale era proprio semplice”. Siamo qui per rileggere, nella vita e nella storia di Maria, così come di ogni persona, la presenza di Dio che non è lontano, che non si disinteressa di noi, ma che entra nell’umanità, che vi dimora, assumendone tutte le pieghe, quelle belle ma anche quelle complicate ed oscure. Dio fa la storia insieme con noi. La nascita di Maria, illuminata dal racconto delle generazioni, ci permette di ritrovarci nella storia della salvezza, così come l’ha voluta Dio.

L’evangelista Matteo alla conclusione del terzo gruppo delle generazioni, fissando lo sguardo su Giuseppe, ci invitaa rileggere la nascita di Gesù dal suo punto di vista. Infatti il racconto della nascita di Gesù si sofferma sul momento più drammatico della vita di Maria e di Giuseppe: “Prima che andassero a vivere insieme, Maria si trovò incinta per opera dello Spirito Santo” (1,18).

Giuseppe non sa cosa fare, ma anche se la paura e i dubbi lo assalgono, si fida e si lascia guidare da Dio, non solo obbedendo alla sua volontà, ma custodendo la vita stessa di Maria, mettendola al riparo dalla violenza della legge. Possiamo dire che quello che i genitori, Gioacchino e Anna, hanno fatto per Maria, Giuseppe, tutelandola da un pericolo mortale, le ridona un’altra volta la vita, generandola di nuovo nella storia della salvezza, sotto lo sguardo di Dio. Alla fine Giuseppe capisce che il progetto di Dio si realizza definitivamente con mezzi straordinari, perchéall’ opera c’è lo Spirito Santo: “Non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo” (1,20).

Papa Francesco ha voluto che il 2021 fosse ‘uno speciale annodi san Giuseppe’, nel 150mo anniversario della proclamazione di san Giuseppe patrono della Chiesa universale. Penso che non facciamo torto a Maria se oggi consideriamo e riflettiamo sullo stile di vita di san Giuseppe, su come lui ha vissuto la sua vita, fedele a Dio e custode di Maria e Giuseppe. Nella lettera apostolica Patris corde, con cuore di padre, papa Francesco desidera richiamare l’importanza delle persone comuni, quelle che, lontano dalla ribalta, esercitano la pazienza e infondono la speranza, come san Giuseppe, “l’uomo che passa inosservato, l’uomo della presenza quotidiana, discreta e nascosta”. San Giuseppe ha esercitato la paternità mettendosi al servizio del Messia, facendogli sperimentare la tenerezza di Dio. Con coraggio creativo ha sempre affrontato i vari problemi, anteponendo la fiducia nella provvidenza e realizzato sempre la volontà di Dio. L’accoglienza di san Giuseppe ci aiuti ad accogliere anche noi gli altri, ad essere loro vicini, facendo sperimentare l’amore di Dio e la bellezza di una casa e di una famiglia.

Carissimi, siamo radunati insieme, autorità cittadine, parroci e sacerdoti, comunità religiose e fedeli delle parrocchie della città di Pordenone, per rendere omaggio a Maria, patrona della nostra città e per chiedere al Signore, attraverso la sua intercessione, di custodire le nostre famiglie e il nostro territorio da ogni forma di male. I tempi sono ancora difficile e la pandemia sta creando disagi, paure e smarrimento. Ci sono ancora sacche di povertà e di indigenza che domandano il nostro interessamento e la nostra azione. Invito tutti a non perdere la speranza e ad essere seminatori di fiducia, di giustizia e di pace, vivendo con fede e responsabilità alcuni prossimi appuntamenti importanti del nostro territorio: l’inizio delle scuole, le elezioni amministrative comunali, l’attuazione del piano per la ripresa, Recovery fund e il cammino sinodale per il rinnovamento della vita cristiana. L’essere buoni cristiani e onesti cittadini ci spinge, pure, a metterci a servizio degli altri, rispettosi, in questo tempo, della salute, avendo cura di noi stessi e del bene di tutti, anche accogliendo e favorendo la campagna vaccinale.

 

Maria, ci faccia la grazia di essere e sentirci sempre suoi figli.

 

 

+ Giuseppe Pellegrini

vescovo

Pordenone
08/10/2021
33170 Pordenone, Friuli Venezia Giulia Italia