Omelia Solennità Immacolata e Istituzione ministeri del Lettorato e Accolitato – Portogruaro, 8 dicembre 2016

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Omelia Solennità Immacolata e Istituzione ministeri del Lettorato e Accolitato

Portogruaro, 8 dicembre 2016

“In questa festa – ci ricordava papa Francesco – contemplando la nostra Madre Immacolata, bella, riconosciamo anche il nostro destino più vero, la nostra vocazione più profonda: essere amati, essere trasformati dall’amore, essere trasformati dalla bellezza di Dio. Guardiamo lei, nostra Madre, e lasciamoci guardare da lei, perché è la nostra Madre e ci ama tanto; lasciamoci guardare da lei per imparare a essere più umili, e anche più coraggiosi nel seguire la Parola di Dio; per accogliere il tenero abbraccio del suo Figlio Gesù, un abbraccio che ci dà vita, speranza e pace” (Angelus 8 dicembre 2013).

L’evangelista Luca ci ha riferito le parole con cui Maria venne chiamata dall’Angelo: “Rallegrati, piena di grazia: il Signore è con te” (1,28). Maria avvolta e colmata dalla grazia e dall’amore di Dio, non riceve un saluto convenzionale, ma un invito a gioire, perché Dio si è preparato una degna dimora per il suo Figlio Gesù. La venuta di Dio è sempre apportatrice di gioia e di pace. Nel riempire di grazia la vergine Maria, Dio l’ha messa anche nella condizione ideale per ricevere la pienezza della grazia, rendendola capace di accogliere il dono della sua Parola e di compiere fino in fondo la volontà del Padre. Infatti, quando Dio entra nella vita di una persona, opera sempre alla luce di un fine di salvezza. Come Maria anche tutti noi, come ci ha ricordato l’apostolo Paolo, siamo stati “scelti prima della creazione del mondo per essere santi e immacolati di fronte a Lui nella carità” (Efesini 1,4). L’elezione, la salvezza e la figliolanza da parte di Dio avvengono per mezzo di Gesù e sono il frutto di un amore eterno che ci precede. Un dono che si può anche rifiutare! Eva, insieme ad Adamo, come ci racconta il libro della Genesi, volevano fare da sé perché intendevano il loro essere creatururale come un limite alla libertà. Quante volte capita anche a noi di sentire opprimente la presenza di Dio, quando mettiamo noi stessi al centro di tutto o quando pensiamo di essere eterni, come se non avessimo limiti. E allora scappiamo da Dio, perché ci fa paura e non ci fidiamo più di Lui. “Ho sentito la tua voce nel giardino: ho avuto paura … e mi sono nascosto” (Genesi 3,10).

Maria non scappa da Dio e pur non comprendendo fino in fondo la sua volontà, si fida di Lui, riconoscendolo e accogliendolo come il suo amore e la sua grazia. Non c’è nessuna iniziativa da parte di Maria e nemmeno obbedienza ad una legge, ma soltanto ascolto della Parola e obbedienza ad un incontro. Il Si di Maria ci ricorda che quello che noi siamo e quello che saremo dipende dalla capacità di accogliere l’iniziativa di Dio nella nostra vita. Non temere, dirà l’angelo, nulla è impossibile a Dio. La nascita del messia non può, però, avvenire senza il consenso di una donna. L’azione di Dio nella storia rispetta sempre la logica della libertà umana. Soltanto nell’intreccio delle due volontà, quella di Dio e quella dell’uomo, si può compiere il progetto di Dio sulla storia umana.

Carissimi istituendi lettori – Andrea, Marco, Daniele, Mauro e Carmine – e accoliti – Giulio, Alberto e Giuseppe), ancora una volta siete stati chiamati per nome, come nel giorno del vostro battesimo e nel rito di ammissione agli ordini sacri. Il vostro ‘eccomi’ esprime il dialogo ininterrotto con il Signore e la libera volontà di accoglie il suo progetto di amore nella vostra vita. Ogni tappa della formazione al ministero ordinato (per alcuni di voi il presbiterato e per altri il diaconato permanente), è segnata e sempre riparte da questo dialogo tra il discepolo e il maestro, costruito intorno alla chiamata e alla risposta consapevole.  Oggi il Signore passa nella vostra esistenza e rinnova il suo invito: “Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini” (Matteo 4,19). Siete chiamati ad un’autentica configurazione a Cristo, ad accogliere nella vostra vita i sentimenti e i comportamenti di Gesù per diventare sempre più suoi testimoni e annunciatori nel mondo. La Parola di Dio e l’Eucaristia, cibo che alimentano la vita del popolo di Dio, sono indispensabili nel vostro cammino di formazione.  La Dei Verbum al n. 21, riscoprendo la venerazione della Parola di Dio al pari del Corpo di Cristo, ci dice che: “La Chiesa ha sempre venerato le divine Scritture come ha fatto per il Corpo stesso di Cristo, non mancando mai, soprattutto nella sacra Liturgia, di nutrirsi del pane di vita dalla mensa sia della Parola di Dio che del Corpo di Cristo”.  Commenta sant’Ambrogio che: “Si beve il Cristo al calice delle Scritture come da quello eucaristico”. Papa Benedetto ha ricordato più volte che non esiste solo una sordità fisica che taglia l’uomo fuori dalla vita sociale. Esiste anche una debolezza di udito nei confronti di Dio, soprattutto ai nostri tempi, che ci impedisce di ascoltarlo e di parlare con Lui.

Carissimi istituendi, il ministero del lettorato e dell’accolitato che ora ricevete, acquista pienezza di significato e notevole importanza se lo accogliete come un dono che il Signore vi sta facendo nel cammino verso il ministero ordinato e se lo esercitate nelle comunità che state servendo, non solo nell’ambito liturgico, ma anche nella catechesi, nell’evangelizzazione e nel servizio della carità verso il prossimo, con gesti di accoglienza, solidarietà e comunione, soprattutto con i più deboli e con i più poveri.

Nel ringraziare le vostre famiglie e i vostri genitori, le parrocchie di provenienza e di ministero insieme ai vostri sacerdoti e il seminario con i seminaristi ed educatori, vi affido alla Madonna perché possiate ogni giorno offrire il vostro SI al progetto di Dio con fede e con gioia.

                                               + Giuseppe Pellegrini

                                                           vescovo

Portogruaro
08/12/2016
30026 Portogruaro, Veneto Italia