Omelia Veglia Giornata diocesana della Gioventù 2021

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Omelia Veglia Giornata diocesana della Gioventù 2021

Chiesa parrocchiale Fiume Veneto, 20 novembre 2021

“Alzati! Ti costituisco testimone di quel che hai visto!” (cfr. Atti 26,16)

 

Non c’è possibilità di ricominciare senza di voi”. Ne è convinto Papa Francesco che nel messaggio che vi ha rivolto per questa 36ma Giornata Mondiale della Gioventù, che celebriamo a livello diocesano per la prima volta nella solennità di Cristo Re, lancia un appello veramente appassionante e coinvolgente a voi giovani, in questi tempi non facili per la chiesa e per il mondo: “Per rialzarsi, il mondo ha bisogno della vostra forza, del vostro entusiasmo, della vostra passione”.

Carissimi giovani, spero che vi rendiate conto di quello che vi sta dicendo papa Francesco: voi giovani avete forza, entusiasmo e passione per cambiare il mondo. Ne siete consapevoli? Senza di voi, l’umanità non sarà capace di uscire dalla crisi che sta vivendo; crisi non solo sanitaria, ma molto più profonda: sociale e relazionale, economica e ambientale, personale, psicologica, affettiva e spirituale. Potete così comprendere meglio il significato dell’invito: “Alzati! Ti costituisco testimone di quel che hai visto” (cfr. Atti 26,16). Per far ciò, è necessario cambiare prospettiva: invece di scoraggiarvi o lamentarvi, perché le cose non vanno bene, dovete rimboccarvi le maniche perché c’è una missione che vi attende. Ognuno di voi, anche tu, puoi essere testimone delle opere che Gesù ha iniziato in te. Necessario alzarsi e testimoniare. Alzati e testimonia, è pure l’invito che Gesù ha fatto a Paolo in quell’incontro sulla via di Damasco che gli ha cambiato completamente la vita.

È la terza volta che il libro degli Atti degli Apostoli racconta la conversione-chiamata di Paolo sulla via di Damasco. La prima volta in Atti 9, la narrazione è in terza persona, perché scritta da Luca, autore del libro. Diversamente, nei capitoli 22 e 26, il racconto è in prima persona, in forma autobiografica, composto da chi ha vissuto l’esperienza della conversione-chiamata. Il racconto del capitolo 26 pone l’accento sul fatto che Paolo è chiamato ad essere testimone nel mondo di Gesù risorto; mandato che gli viene rivelato da Cristo sulla via di Damasco. Nella difesa che Paolo fa davanti ad Agrippa, non prende in considerazione, come aveva fatto altre volte, le specifiche accuse che gli venivano rivolte, ma, al contrario, fa della sua autodifesa un’occasione per dare testimonianza a Cristo. Prova ne è la reazione positiva del re Agrippa: “Ancora un poco e mi convinci a farmi cristiano!” (26,28). La testimonianza di Paolo diventa così significativa ed esemplare per ogni credente e anche per voi giovani, chiamati “a rispondere a chiunque vi domandi ragione della speranza che è in voi” (1Pietro 3,15), soprattutto ai vostri coetanei e amici che fanno fatica ad accogliere il messaggio di Gesù nell’attuale contesto storico e a dare un senso più bello e più pieno alla vita. Probabilmente, almeno per voi, non si tratta tanto di testimoniare in situazioni di ostilità o di persecuzione, ma di rendere ragione della vostra scelta di fede, annunciando ai vostri coetanei in ricerca di senso e di felicità, che è possibile e bello essere cristiani e vivere il Vangelo anche ai nostri giorni.

Carissimi, quanto è necessario anche ai nostri giorni, mostrare con le parole e con i segni della sua presenza, come l’incontro con Cristo risorto ha cambiato la nostra vita. Lo ha fatto san Paolo, lo hanno fatto tante persone e lo possiamo fare anche noi. Paolo, prima giudeo fedele e accanito persecutori dei cristiani, poi testimone e missionario che annuncia a tutte le genti, fino agli estremi confini della terra, la salvezza portata da Gesù. Tutte le argomentazioni di Paolo ruotano attorno alla testimonianza che Gesù è vivo e presente e si raccolgono nella domanda: “Chi sei, o Signore?” (26,15); domanda che Papa Francesco chiede anche a voi giovani di farvi. Scrive papa Francesco nel suo messaggio: “Questa domanda è estremamente importante e tutti, nella vita, prima o poi la dobbiamo fare. Non basta aver sentito parlare di Cristo da altri, è necessario parlare con Lui personalmente. Questo, in fondo, è pregare. È un parlare direttamente a Gesù, anche se magari abbiamo il cuore ancora in disordine, la mente piena di dubbi o addirittura di disprezzo verso Cristo e i cristiani. Mi auguro che ogni giovane, dal profondo del suo cuore, arrivi a porre questa domanda: “Chi sei, o Signore?”. Non possiamo dare per scontato che tutti conoscano Gesù, anche nell’era di internet. La domanda che molte persone rivolgono a Gesù e alla Chiesa è proprio questa: “Chi sei?”. In tutto il racconto della vocazione di San Paolo, è l’unica volta in cui lui parla. E alla sua domanda, il Signore risponde prontamente: ‘Io sono Gesù, che tu perseguiti”. Cari giovani, il mondo, la Chiesa, le nostre comunità hanno bisogno di voi! Di voi in piedi e in cammino, che pur tra i tanti impegni, fatiche e dubbi, non rimanete chiusi in casa o al bar, sdraiati sul divano o al massimo inerti spettatori che dalla finestra guardano cosa capita, sena nessun coinvolgimento. Di voi in piedi e lungo le strade del mondo, vicini all’umanità e a chi soffre, per portare l’amore di Dio che avete accolto è ricevuto vivendo l’incontro con il suo Figlio Gesù.

Non ci sono parole più forti ed efficaci di quelle che vi ha scritto papa Francesco in prima persona, per stimolarvi all’impegno e alla coerenza della vita: “Oggi l’invito di Cristo a Paolo è rivolto a ognuno e ognuna di voi giovani: Alzati! Non puoi rimanere a terra a “piangerti addosso”, c’è una missione che ti attende! Anche tu puoi essere testimone delle opere che Gesù ha iniziato a compiere in te. Perciò, in nome di Cristo, ti dico: Alzati e testimonia la tua esperienza di cieco che ha incontrato la luce, ha visto il bene e la bellezza di Dio in sé stesso, negli altri e nella comunione della Chiesa che vince ogni solitudine. Alzati e testimonia l’amore e il rispetto che è possibile instaurare nelle relazioni umane, nella vita familiare, nel dialogo tra genitori e figli, tra giovani e anziani. Alzati e difendi la giustizia sociale, la verità e la rettitudine, i diritti umani, i perseguitati, i poveri e i vulnerabili, coloro che non hanno voce nella società, gli immigrati. Alzati e testimonia il nuovo sguardo che ti fa vedere il creato con occhi pieni di meraviglia, ti fa riconoscere la Terra come la nostra casa comune e ti dà il coraggio di difendere l’ecologia integrale. Alzati e testimonia che le esistenze fallite possono essere ricostruite, che le persone già morte nello spirito possono risorgere, che le persone schiave possono ritornare libere, che i cuori oppressi dalla tristezza possono ritrovare la speranza. Alzati e testimonia con gioia che Cristo vive! Diffondi il suo messaggio di amore e salvezza tra i tuoi coetanei, a scuola, all’università, nel lavoro, nel mondo digitale, ovunque”. Oggi in diocesi si celebra la Giornata del Seminario. Permettetemi di aggiungere anch’io un ‘Alzati e testimonia’. Ognuno di voi è chiamato a realizzare il progetto di vita che Dio ha in serbo per ciascuno. Se entrerete nel profondo del vostro cuore sentirete una voce che vi spinge a fare della vostra vita un dono agli altri: nella vita matrimoniale, nel presbiterato o nella vita consacrata, nel portare come missionari il Vangelo! Non abbiate paura!

Carissimi, senza paura imparate a discernere il tempo della visita del Signore; un tempo che non possiamo programmare perché è nelle sue mani. A voi sono richiesti occhi e cuore aperti per riconoscerlo e per stupirci della sua presenza e vicinanza.

Buon cammino!

 

                                               + Giuseppe Pellegrini

                                                           vescovo

Fiume Veneto
20/11/2021
Fiume Veneto, Friuli Venezia Giulia Italia