Omelia pellegrinaggio diocesano OFTAL

condividi su

Diocesi Concordia-Pordenone

Omelia pellegrinaggio diocesano OFTAL

Grotta di Lourdes.  7 agosto 2021

 

Carissimi tutti, se c’è una montagna che la liturgia della Parola di oggi ci invita a spostare, è quella della nostra incredulità, della nostra poca fede che ci impediscono di riconoscere e accogliere la presenza di Dio in noi. Di Dio che ci ama e ci vuole bene, che cammina con noi e che è sempre presente in ogni vicenda, lieta o triste che sia. Una Fede che ci aiuti ad affrontare le sfide della storia che ti diamo

 

Anche noi, com’è successo ai discepoli, non siamo capaci di aiutare e guarire quel giovane epilettico, perché spesso pretendiamo di fare da soli, senza ricorrere all’aiuto del Signore Gesù, pretendendo di risolvere da soli ogni problema. “L’ho portato dai tuoi discepoli, ma non sono riusciti a guarirlo” (Matteo 17,16). Questo capita quando noi siamo uniti al Signore, quando lui non è nel nostro cuore, quando non ci fidiamo di Lui. Infatti, ai discepoli Gesù dice: “Per la vostra poca fede” (v.20). La Fede è consentire alla nostra umanità di lasciarsi trasfigurare dalla relazione con il Signore, dall’incontro con lui, permettendogli di entrare nella nostra vita. È significativo che Gesù non chiede ai suoi e a noi una fede eroica, ma ci dice semplicemente: “Se avrete fede pari a un granello di senape, direte a questo monte: Spostati da qui a là’, ed esso si sposterà, e nulla vi sarà impossibile” (v.20). Dobbiamo ricordarci però che i doni di Dio, la fede è sicuramente uno dei più importanti, sono conservati in vasi di argilla e devono essere opportunamente custoditi e alimentati con la pratica della vita cristiana, la frequenza ai sacramenti, le opere buone, la carità fraterna.

 

Il libro del Deuteronomio nella prima lettura ascoltata, ci ha ricordato che il centro della nostra fede e fare alleanza con Dio, entrare in relazione vera con lui. Con l’Alleanza noi aderiamo al Signore con tutto noi stessi, cuore, anima e forze, in un amore che totalizza e raccoglie in unità le energie della nostra vita. “Tu amerai il Signore, tuo Dio, con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutte le forze” (6,5). In questo modo, quel granellino di fede potrà germogliare anche in ciascuno di noi. Spesso abbiamo poca fede, Signore, e fatichiamo a credere con lo sguardo luminoso che ti ha caratterizzato. Certo, sbagliamo quando pensiamo di sostituirci a te. Davanti a queste pagine della parola di Dio, che ci invitano a non chiedere continuamente segni, facciamo un salto nella fiducia e con commozione ti ringraziamo e ti preghiamo. Per fare questo, per entrare veramente in Alleanza con il Signore, per fidarci completamente di Lui, fondamentale è ascoltare la sua parola che è sempre dentro di noi e guida il nostro cammino. L’ascolto della parola di Dio, che nutre l’amore e a sua volta è da esso nutrito, trasforma tutta la nostra vita e il nostro tempo: relazioni, rapporti in famiglia, tra genitori e figli, nell’incontro con gli altri, e nell’attenzione ai bisogni e alle necessità dei fratelli.

 

Carissimi, siamo qui ai piedi della Vergine, per imparare a vivere in pienezza la nostra vita, mettendoci in ascolto della parola, come ha fatto Maria. Non è solo un gesto di devozione o un ritorno al passat. Soffermiamoci, per un momento, a meditare le parole di Maria, a conclusione del dialogo con l’angelo Gabriele: “Ecco la serva del Signore: avvenga per me, Secondo la prima parola” (Luca 1,38). Nel SI di Maria è presente tutta l’umanità, siamo presenti anche noi. Se ce l’ha fatta lei possiamo farcela anche noi. Importante ascoltare, accogliere e vivere nella quotidianità la Parola di Dio. Maria è l’Immacolata Concezione perché ha accolto Dio nella sua umanità, comprendendo che il Signore le domandava di associarsi alla sua opera di salvezza, facendo dono di tutta se stessa, ponendo la sua vita al servizio del progetto di salvezza del padre. In Maria noi contempliamo l’alleanza che Dio stringe con umanità, lasciando a noi la libertà di accoglierlo o di rifiutarlo.

Carissimi, abbandonarsi alla Parola non significa lasciar fare a Dio, né privarci della libertà di scelta. Anzi, il Signore domanda a ciascuno di noi una scelta personale e libera, chiedendoci di aderire consapevolmente, come ha fatto Maria, al suo progetto di amore. Maria ci ricorda chi siamo, invitandoci a scoprire la nostra vera vocazione. Maria ci dà il gusto di Dio, il gusto della preghiera e della contemplazione, il gusto di una vita interamente donata. Maria ci chiede di diventare collaboratori del progetto Dio: salvare tutta l’umanità. Da questa grotta, Maria e Bernardette ci invitano a non aver paura di conformarsi a Cristo. Mettiamoci alla scuola di Maria e di Santa Bernardette. È una scuola di ascolto della parola, di preghiera e di condivisione con i sofferenti e gli ammalati. In questo tempo così complicato è difficile, noi cristiani abbiamo un compito ben preciso: essere portatori di gioia e di speranza, che nascono dal fidarsi del Signore, dal mettere lui al centro della nostra vita. Maria Immacolata ci è di esempio.

 

+ Giuseppe Pellegrini

vescovo

Lourdes
07/08/2021
65100 Lourdes, Occitania Francia